Nuovi sviluppi nella crisi dell’Ufficio fallimenti di Ginevra
Il consigliere di Stato ginevrino Gérard Ramseyer non è il solo responsabile della crisi dell'Ufficio esecuzione e fallimenti (UEF) di Ginevra. Un rapporto parlamentare del 1995 critica l'autorità di sorveglianza e la pessima qualità del materiale informatico.
La Commissione di controllo e di gestione (CCG) era stata incaricata di identificare le cause dei ritardi nel trattamento dei dossier. Nel rapporto, parzialmente pubblicato sabato dalla Tribune de Genève» e ottenuto dall’ats, la CCG chiedeva un maggiore impegno dell’organo di controllo dell’UEF.
Scarso interesse
“La CCG deplora che i tre giudici della corte, membri dell’autorità di sorveglianza, non abbiano concretamente nessun potere o quasi in materia di organizzazione degli uffici e non sembrino interessarvisi, per mancanza di tempo o di competenza in fatto di gestione amministrativa” si legge nel rapporto.
Nel testo si parla di un aumento delle lamentele, da quando l’UEF è stato suddiviso in tre entità distinte, e si propone di subordinare l’UEF direttamente al potere giudiziario, piuttosto che al Dipartimento di giustizia e polizia e dei trasporti.
Sistema informatico antiquato
La Commissione parlamentare stigmatizza anche il sistema informatico, considerato vetusto. La vicenda dell’UEF alimenta la cronaca ginevrina da mesi e mette in pericolo la candidatura di Ramseyer alle elezioni del Consiglio di Stato di novembre. La crisi è tornata alla ribalta la settimana scorsa quando un funzionario dell’UEF è stato arrestato per aver stornato 3,5 milioni di franchi.
swissinfo e agenzie
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