Sicurezza in causa dopo la caduta del discesista Beltrametti
Polemiche sull'efficacia delle misure di sicurezza all'interno del Circo Bianco dopo il referto di paralisi irreversibile per lo sciatore svizzero Silvano Beltrametti.
Il 22.enne grigionese, giudicato dagli specialisti di sci alpino una sicura promessa, dà l’addio ai suoi sogni di vincere una medaglia alle imminenti Olimpiadi invernali di Salt Lake City. La sua stagione stava infatti viaggiando sotto i migliori auspici ed il terzo posto nel Super-G di venerdì lo aveva riportato ai livelli della sua migliore prestazione della carriera, il secondo posto, l’anno scorso, nella libera di Lake Louise.
Il referto dei medici è definitivo: paralisi irreversibile e lesione al polmone sinistro. E’ la conseguenza fisica del terribile incidente occorso a Silvano Beltrametti sabato durante la discesa libera di Val d’Isère, prima gara di specialità in Coppa del mondo, nella cui classifica lo sfortunato sciatore svizzero occupava la diciannovesima posizione con 60 punti, assieme all’austriaco Michael Walchhofer.
La conferma della diagnosi irreversibile è stata fatta domenica dal medico della squadra nazionale elvetica di sci Thierry Maitre. Beltrametti soffre di una frattura della spina dorsale prodottasi tra la sesta e la settima vertebra. La lesione, conseguenza dell”incredibile violenza dell’impatto come ha indicato lo stesso dottor Maitre, gli ha pregiudicato l’uso delle gambe.
Lo sciatore svizzero è ancora ricoverato nel reparto cure intese del Centro ospedaliero universitario (CHO) di Grenoble, in attesa di poter essere trasportato in Svizzera. Il suo stato di salute viene giudicato stabile e per sopportare il dolore gli vengono somministrati calmanti a base di morfina. Il giovane atleta è rimasto sempre cosciente anche dopo la caduta e si è immediatamente reso conto della gravità del suo stato di salute. Al suo capezzale, oltre al medico della nazionale, anche i genitori, giunti dal Canton Grigioni.
La dinamica dell’incidente è stata vista da milioni di spettatori in diretta televisiva e nelle repliche dei telegiornali in tutto il mondo. Beltrametti, che era stato il più veloce nella parte superiore del tracciato, è caduto su un lastrone di neve artificiale ghiacciata, bucando ad una velocità calcolata attorno ai 120 chilometri orari il telone pubblicitario e la rete di protezione. Un volo terminato fuori pista su una roccia priva di neve.
Ed è proprio la rete di protezione in kevlar, materiale hi-tech con proprietà di resistenza e leggerezza, che viene ora messa in discussione. I componenti del Circo Bianco e la stampa specializzata hanno infatti criticato la presenza di una rete di protezione singola in una zona del tracciato resa insidiosa dai lastroni di ghiaccio.
Le polemiche si stanno surriscaldando anche perché l’incidente occorso a Silvano Beltrametti fa seguito a quello del 29 ottobre scorso in Austria, costato la vita alla campionessa mondiale in carica di Super-G, la francese Regine Cavagnoud.
swissinfo
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