Sul fiume, nell’attimo fuggente
"Per pescare a mosca si deve pensare come un pesce, prevederne le mosse." A dirlo è un istruttore di questo sport elegante ed impegnativo, cui si avvicinano sempre più persone.
Più di un hobby la pesca a mosca è per molti una vera filosofia di vita, un modo per essere in contatto con la natura nel rispetto della fauna ittica.
“Non ricordo di aver cominciato a pescare; sono nato alla confluenza di due torrenti dove passavamo giornate intere a girar sassi per vedere se sotto c’erano dei pesci”.
Sergio Rizzoli è cresciuto nel bellissimo paesaggio delle Centovalli. “Vivendo in un ambiente di valle non c’era quasi via di scampo, dice scherzando, o diventavo cacciatore o pescatore.”
Con il tempo questo ingegnere del traffico che ora vive a Berna ha trasformato i giochi della sua infanzia in una vera attività parallela al suo lavoro: è lui il responsabile della sezione svizzera della Scuola Italiana di Pesca a Mosca.
Mosca è un termine che in realtà traduce forse male l’inglese fly-fishing, che significa pesca al volo. Un’ambiguità nata dal fatto che fa parte di questo tipo di pesca, oltre al lancio della lenza, anche la costruzione di finti insetti.
La tecnica sportiva e l’entomologia
“I più cattivi dicono che la pesca a mosca è la tecnica migliore per non catturare i pesci” scherza Sergio. Avete presente la vignetta classica del pescatore con tanto di secchiello che aspetta che il pesce abbocchi?
Bene, la pesca a mosca non funziona così, perché si deve trovare il pesce in attività, lanciargli l’esca (ovvero i finti insetti) e prenderlo quasi al volo. Nel giro di un secondo o il pesce ci casca, e abbocca, o no. Se abbocca il più delle volte l’appassionato di questo tipo di pesca lo lascia andare.
“Bisogna imparare a lanciare proprio come uno impara a giocare a golf, una vera e propria tecnica a livello sportivo. Poi c’è anche l’aspetto dell’entomologia, perché attorno agli ami si costruiscono delle imitazioni di insetti”.
Questi finti insetti si possono fabbricare, e per farlo bisogna conoscerne il ciclo, le stagioni per sapere quando e dove sono presenti e come si comportano. Naturalmente si possono anche comprare già fatti e tanti pescatori, i meno fissati, fanno così.
Conoscere la natura che ci circonda
La pesca a mosca è anche faticosa, perché ci si sposta in continuazione. Si può facilmente camminare 10, 15 chilometri al giorno lungo il corso di un fiume.
“La mia idea di pesca è far parte della natura che ci circonda. Quindi per me è importante frequentare dei fiumi attorno a casa mia”. Da quando abita a Berna Sergio pesca nell’Aare, la Simme, l’Emme e i torrenti giurassiani.
I pesci che si adattano meglio a questa tecnica sono i salmonidi: da noi la trota e il temolo, pesci tra l’altro proprio dominanti nei corsi d’acqua in Svizzera.
Purtroppo da quando era bambino Sergio ha notato la sparizione di alcuni ceppi di trote, che ormai non si trovano più.
“Negli anni sono state praticate delle misure di ripopolamento assolutamente assurde, che hanno condotto all’imbastardimento dei ceppi autoctoni, nonché alla scomparsa di molti insetti e anfibi”.
Gli amici italiani e “gli annoccatori”
Il problema tipico della Svizzera, sottolinea Sergio, è la densità. “Siamo un piccolo paese, densamente popolato.
Non abbiamo ampi spazi dove la natura può essere davvero lasciata allo stato brado, senza influssi umani”.
“I miei amici italiani quando vengono qui ci chiamano ‘annoccatori'”, (qualcosa come catturatori). In Svizzera le patenti di pesca cantonali permettono infatti di trattenere parecchi capi di salmonidi al giorno, fino a sei in alcuni casi. E i più ne approfittano a pieno, spiega Sergio.
“Secondo la Scuola Italiana di cui faccio parte, noi pescatori dovremmo invece cercare di autolimitarci. In Italia questa evoluzione almeno in parte c’è stata. Qui da noi siamo solo agli inizi.”
swissinfo, Raffaella Rossello
Nella pesca a mosca si usa una lenza attaccata ad una “coda di topo”.
Questa coda spessa alcuni millimetri ha un peso che permette di proiettare la lenza in aria.
Al finale della lenza c’è attaccata l’imitazione di un insetto.
Il pesce deve abboccare al volo.
Per informazioni sui corsi: S. Rizzoli, istruttore di pesca a mosca SIM, 0041 79 703 91 28.
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