Votazioni: due chiari sì e un no di misura
(Keystone-ATS) Solo due dei tre importanti temi in votazione questo fine settimana hanno ricevuto l’avallo delle urne. I tassi di approvazione non lasciano ombra di dubbio per l’iniziativa Minder contro le remunerazioni abusive e la modifica della legge sulla pianificazione del territorio, che hanno raccolto rispettivamente il 67,9% e il 62,9% dei consensi.
Il decreto federale sulla politica famigliare, pur spuntandola a livello popolare con il 54,3% dei favori, è però stato affossato dai cantoni, per 15 a 11. La proposta è stata sostenuta massicciamente dai cantoni latini mentre in Svizzera tedesca solo da Basilea Città, Basilea Campagna, Zurigo e Soletta.
In Ticino i tre temi hanno raccolto rispettivamente il 70,7%, 55,3% e 66,7% dei consensi, mentre nei Grigioni il 65,5%, 61,5% e 48,8%.
Minder
A cinque anni dalla consegna delle firme dell’iniziativa, il consigliere agli Stati indipendente Thomas Minder ha detto di essere contento che questa lunga battaglia sia terminata. L’imprenditore sciaffusano ha però sottolineato che ora, con il parlamento molto diviso sull’argomento, ne comincia un’altra per l’applicazione del testo costituzionale che dovrebbe rafforzare i diritti degli azionisti e limitare compensi esorbitanti per i manager.
Gli avversari, soprattutto la federazione dell’imprese elvetiche economiesuisse e i partiti borghesi, hanno condotto una campagna costata milioni di franchi, difendendo il controprogetto indiretto che prevedeva regole meno severe. L’associazione del padronato “rispetta ovviamente la volontà di popolo e cantoni”, che si sono espressi “in modo chiaro” per “un rafforzamento dei diritti degli azionisti allo scopo di limitare le retribuzioni eccessive”. Ora si tratta di mettere in pratica il contenuto dell’iniziativa, ed “economiesuisse vi prenderà parte in maniera costruttiva”, sottolinea un comunicato.
LPT
La revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT), che prevede condizioni severe e solo in funzione dei bisogni per classificare i terreni come zona edificabile, era un controprogetto indiretto per evitare l’iniziativa popolare per il paesaggio, che chiedeva di non aumentare la superficie totale delle zone edificabili per 20 anni.
La nuova normativa costituisce “il primo miglioramento legislativo della pianificazione del territorio da 30 anni a questa parte” (…) e “obbligherà cantoni e comuni che hanno troppe zone edificabili a darsi una calmata”, ha dichiarato Otto Sieber, segretario centrale di Pro Natura e presidente del comitato per la modifica di legge.
La revisione della LPT non piace però ai partiti borghesi e all’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), che aveva lanciato il referendum contro di essa.
Famiglia
Il “Röstigraben”, anche se non così netto come in passato, si è invece palesato per il terzo oggetto in votazione, l’articolo costituzionale sulla politica familiare: esso voleva far sì che Confederazione e Cantoni promuovessero misure per permettere di conciliare vita famigliare e attività professionale o formazione. Il testo menzionava esplicitamente le strutture di accoglienza per i figli. Contrari erano in particolare UDC e PLR, che temevano alti costi per la sua applicazione.