Yuh: “siamo il numero uno fra le neobanche”
Cinque anni fa nasceva Yuh, progetto comune di Swissquote e PostFinance: oggi è una delle banche digitali a più rapida crescita in Svizzera. "Siamo il numero 1 nel settore neobanking e questo ci rende fieri", afferma il presidente della direzione Jan De Schepper.
(Keystone-ATS) “Yuh è stata prima di tutto un’idea”, spiega il manager in un’intervista pubblicata oggi dal portale finanziario Finews. “Ma eravamo sempre convinti che avremmo potuto affermarci rispetto ad altri fornitori, alcuni con budget decisamente più ampi”. Dopo aver chiuso il 2024 con 286’000 clienti, a fine 2025 l’impresa ha raggiunto quota 400’000. E la redditività è arrivata dopo soli quattro anni, uno prima del previsto.
Il fattore decisivo? “Ci siamo orientati con coerenza alle esigenze del mercato. Allo stesso tempo, volevamo rendere le operazioni bancarie più semplici possibile, senza trascurare il fattore divertimento. Dimostriamo che le operazioni bancarie non devono essere per forza noiose. Un altro aspetto importante è stata la nostra volontà di sensibilizzare i giovani al tema degli investimenti sin da subito”.
Yuh è stata fondata nel 2021 da Swissquote e PostFinance, che detenevano all’epoca entrambe il 50%; dall’estate 2025 è al 100% di proprietà di Swissquote, che ha rilevato la quota della controparte. Il sostegno di quest’ultima azienda “è stato per noi un grande vantaggio, perché lì c’è un’enorme competenza in materia di clienti e investimenti”, spiega il 50enne. “Questo ci ha aiutato a sviluppare molto presto prodotti realmente rilevanti per i nostri Yuhser”, cioè gli utenti Yuh, aggiunge.
Il carattere elvetico dell’impresa ha un’importanza molto grande nella concorrenza con le banche digitali internazionali. “Lavoriamo con una licenza bancaria svizzera, offriamo fin dall’inizio funzioni come e-bill, Twint e il pilastro 3a, il nostro servizio clienti ha sede in Svizzera: da noi si parla ancora svizzero-tedesco. Questo crea fiducia. Molti fornitori internazionali hanno capito che la Svizzera non è un mercato facile”.
Sulle tariffe, la società intende restare sulla rotta attuale. “Vogliamo continuare a mantenere il conto gratuito, così come la custodia titoli”. Ma la ditta apre ad altre novità: “Valutiamo diversi servizi aggiuntivi che in futuro potrebbero essere a pagamento, ad esempio nel settore assicurativo”.
Dopo la vendita della partecipazione di PostFinance a Swissquote, i processi si sono semplificati. “Allo stesso tempo vediamo un grande potenziale nella collaborazione con Swissquote. Entrambi i marchi sono complementari: Yuh è un prodotto ideale per chi vuole entrare nel mondo degli investimenti. Se i clienti in seguito vogliono andare oltre, da Swissquote sono nelle migliori mani. Vogliamo promuovere maggiormente questa permeabilità in futuro”.
Yuh vuole essere il “motoscafo” (Schnellboot) del gruppo. “Presso Yuh, nuove idee e prodotti dovrebbero essere testati il più rapidamente possibile. Se si rivelano validi, possono essere successivamente utilizzati anche da Swissquote”. Un esempio è il chatbot Yuhlia: “Ha accesso alle informazioni del conto degli Yuhser – naturalmente entro standard di sicurezza chiaramente definiti – e quindi può fornire risposte molto più precise. Può per esempio dire quanti dividendi una persona può aspettarsi o quanti soldi sono stati spesi negli ultimi 60 giorni per visite a ristoranti”. La risposta è stata enorme: oltre un milione di richieste in poche settimane.
Sull’intelligenza artificiale (IA), il CEO è categorico: “La distinzione tra banche classiche con servizio clienti e banche digitali non esisterà più tra pochi anni. L’IA cambierà completamente il mercato. I buoni chatbot possono già oggi fornire ai clienti importanti aiuti decisionali senza che debbano nemmeno prendere in mano il telefono”. E sul futuro: “Il nostro obiettivo è che in futuro circa il 90% di tutte le richieste dei clienti possa essere risposto in modo completamente soddisfacente dal chatbot”.
Quanto a una possibile internazionalizzazione, il manager è possibilista. “Il nome Yuh non viene per caso: funziona anche all’estero”. Ma la priorità resta la Svizzera: “Sono convinto: un milione di clienti è assolutamente realistico”. Come sarà Yuh fra cinque anni? “Vogliamo continuare a essere la neobanca più innovativa della Svizzera e rafforzare ulteriormente la nostra posizione. Allo stesso tempo, vogliamo dimostrare come funzionerà in futuro il settore bancario grazie all’IA. Il potenziale è enorme”, conclude.