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Analisti meno pessimisti riguardo all’economia svizzera

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Prospettive un po' meno nere per l'economia svizzera. Keystone-SDA

La fiducia degli analisti finanziari riguardo al futuro dell'economia svizzera migliora, dopo il crollo del mese scorso, rimanendo comunque orientata a un certo pessimismo di fondo.

(Keystone-ATS) È quanto emerge dall’indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra esperti.

L’indicatore principale si è attestato in maggio a -11,1 punti, 19,2 punti in più di aprile, quando aveva perso in un solo colpo 44,8 punti. Malgrado il netto aumento il parametro rimane ancora negativo, segnalando che sono più numerosi gli specialisti che si aspettano un raffreddamento della congiuntura, rispetto a quelli che puntano sull’evoluzione opposta.

Andando nei dettagli, il 19,4% degli interrogati in maggio pronostica un peggioramento della situazione congiunturale nei prossimi sei mesi, l’8,3% un miglioramento, mentre il 72,2% è convinto che non vi saranno cambiamenti (valori che determinano poi l’indice complessivo: 8,3 meno 19,4 = -11,1). Rispetto ad aprile sono diminuiti i pessimisti (-17,0 punti), mentre sono aumentati gli ottimisti (+2,2 punti) e coloro che puntano sullo status quo (+14,6 punti).

La maggiore fiducia per il futuro elvetico si accompagna a un’analisi migliorata anche per l’Eurozona (-11,4 con una progressione di 18,9 punti), gli Stati Uniti (-28,6, +25,9 punti) e la Cina (+2,9, +9,3 punti). Meno confortante, nel paragone mensile, è invece il giudizio sulla situazione congiunturale elvetica attuale, con un indice che diventa negativo a -2,8 punti, subendo una contrazione di 11,9 punti.

Particolarmente importanti sono i segnali per quanto riguarda il rincaro: l’inflazione in Svizzera è vista in aumento dal 55,6% del campione, mentre il 41,7% si aspetta stabilità e solo il 2,8% un calo. I tassi d’interesse sono previsti invariati nel corto termine (83,3%), mentre una minoranza li vede in aumento (13,9%) e quasi nessuno in ribasso (2,8%). Nel lungo termine prevale l’opinione di chi non vede cambiamenti (47,2%), ma non mancano coloro che si aspettano un aumento (41,7%) o, al contrario, una diminuzione (11,1%).

Il 44,4% degli interrogati (-5,6 punti rispetto ad aprile) prevede inoltre un incremento dell’indice di borsa elvetico SMI nei prossimi sei mesi, il 30,6% punta su valori stabili e il 25,0% su una flessione. Sul fronte valutario, il 55,6% si aspetta un rafforzamento del franco rispetto all’euro, il 2,8% un indebolimento e il 41,7% ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso; nei confronti del dollaro le rispettive quote sono del 66,7%, del 2,8% e del 30,6%. Riguardo alla disoccupazione il 40,0% vede una crescita dei senza lavoro, il 60,0% una stagnazione e nessuno un calo.

Agli esperti è stato anche chiesto come si muoverà la Banca nazionale svizzera (BNS) nei prossimi esami trimestrali della situazione economica e monetaria: l’opinione dominante è che il tasso guida verrà mantenuto allo 0,0% almeno sino al primo trimestre 2027.

Al sondaggio, effettuato fra il 14 e il 20 maggio, hanno partecipato 36 analisti della comunità finanziaria elvetica. L’inchiesta in questione viene realizzata dal gennaio 2017: fino all’agosto 2023 partner di CFA – un’associazione di professionisti dell’investimento che ha radici americane – era Credit Suisse, ora è UBS, banca che ha rilevato il concorrente.

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