Assemblea dei delegati UDC: concordanza, ma anche opposizione
(Keystone-ATS) Bisogna ripristinare la “comprovata” regola della “concordanza”: lo hanno deciso oggi i delegati dell’Unione democratica di centro – in tutto 520 persone – che a Chamblon (VD) hanno approvato un “manifesto” in questo senso: all’unanimità e senza astensioni.
La necessità di tornare alla “formula magica” – in base alla quale i tre maggiori partiti svizzeri hanno diritto ciascuno a due seggi in governo e il quarto a un mandato soltanto – è stata ribadita più volte dal presidente Toni Brunner: “mercoledì prossimo, ha detto, ci batteremo per un secondo mandato in Consiglio federale”. “Se non riusciremo a centrare l’obiettivo, il 28 gennaio, in occasione della prossima assemblea, dovremo ridiscutere il nostro ruolo”. Il partito, in altri termini, dovrà valutare l’opportunità di passare all’opposizione.
Il nostro intento è di ripristinare la concordanza, ma spetta agli altri partiti decidere se vogliono coinvolgere l’UDC nelle decisioni governative, ha detto Brunner, ricordando come nelle recenti elezioni federali l’UDC si sia confermata principale forza politica in Svizzera, davanti a socialisti, liberali-radicali e popolari democratici. “In questi momenti di turbolenze economiche”, secondo il presidente, è importante che i quattro maggiori partiti siano pienamente rappresentati nell’esecutivo.
Sulla stessa linea il vicepresidente dell’UDC, ed ex consigliere federale, Christoph Blocher: se il parlamento dovesse rifiutare il secondo seggio all’UDC, che tra gli elettori raccoglie il 26,6% dei consensi, per affidarlo al PBD di Eveline Widmer-Schlumpf (5,4%), allora la concordanza verrebbe scardinata e le conseguenze sarebbero imprevedibili. “In questo caso dovremo discutere anche di opposizione”.
Il documento approvato dall’assemblea dei delegati afferma che concordanza è sinonimo di stabilità: coinvolgere le quattro maggiori formazioni politiche nelle responsabilità di governo è quindi di vitale interesse per il paese. Questo principio è stato sostenuto anche dal ministro della difesa Ueli Maurer: la concordanza garantisce stabilità al Consiglio federale, che in base a questa formula si ritrova a rappresentare il 75% dei cittadini.