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Associazione chiede legge per divieto punizioni fisiche a bambini

Associazione chiede legge per divieto punizioni fisiche a bambini (foto d'archivio). KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats

(Keystone-ATS) In occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, il gruppo “Niente più violenza contro i bambini” chiede che in Svizzera venga introdotto un esplicito divieto legale delle punizioni corporali e della violenza psicologica nei confronti dei bambini.

In concreto: dovrebbero essere ancorati nel Codice civile il diritto dei fanciulli a un’educazione senza violenza nonché un divieto della violenza sia fisica che psicologica nei loro confronti, precisa un comunicato odierno del gruppo che riunisce Fondazione della Svizzera italiana per l’aiuto, il sostegno e la protezione dell’infanzia (ASPI), Terre des Hommes, Aiuto all’infanzia e Keine Gewalt gegen Kinder.

Nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo è scritto che ogni bambino ha diritto di essere protetto dalla violenza. La Svizzera ha ratificato questa Convenzione nel 1997 e si è impegnata a realizzarla, ma – sottolinea il comunicato – Consiglio federale e Parlamento si rifiutano a tutt’oggi di dichiarare l’inammissibilità della violenza verso i bambini e di ancorarla nella legge.

Per raggiungere questo obiettivo l’associazione ha quindi deciso di lanciare una petizione con le rivendicazioni da inviare al governo, che si può firmare online (www.keine-gewalt-gegen-kinder.ch/it).

In tutto il mondo – ricorda – 53 Paesi hanno sancito per legge il diritto a un’educazione non violenta o un divieto delle punizioni corporali. Altri 54 Stati stanno lavorando attivamente per includere un divieto nella loro legislazione.

Secondo uno studio pubblicato in ottobre dall’Alta scuola zurighese di scienze applicate (ZHAW), in Svizzera, un bambino su cinque ha subìto gravi violenze domestiche (lancio di oggetti, pugni o calci), mentre due minorenni su cinque hanno già ricevuto sberle.

Stando all’inchiesta, il 40% dei genitori che somministra colpi ai propri bambini è originario di Paesi balcanici (Kosovo, Serbia, Macedonia). Al secondo posto di questa triste classifica figurano genitori di origini portoghesi (37%). In fondo si situano madri e padri svizzeri (10%).

La situazione finanziaria delle famiglie gioca un ruolo determinante. Il rischio di violenza nei confronti di minori è doppiamente elevato per i genitori che fanno ricorso ad aiuti sociali o che ricevono indennità di disoccupazione.

www.keine-gewalt-gegen-kinder.ch

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