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Calmy-Rey mette in guardia contro effetti su politica estera

(Keystone-ATS) BERNA – La consigliera federale Micheline Calmy-Rey mette in guardia contro i danni alla politica estera della Svizzera se dovesse essere accettata l’iniziativa anti-minareti in votazione il 29 novembre prossimo. Per esempio Berna potrebbe avere difficoltà a salvaguardare la sua influenza in seno alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale (FMI).
“Urtare i nostri partner con un divieto dei minareti non è intelligente nel momento in cui si negozia la riorganizzazione dei gruppi di diritto di voto” nelle due istituzioni, afferma la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un’intervista pubblicata oggi dalla “Basler Zeitung” e dall'”Aargauer Zeitung”.
La Svizzera guida attualmente il gruppo di voto dell'”Helvetistan” in seno al FMI e alla Banca mondiale. Ne fanno parte l’Azerbagian, il Kirkizistan, la Polonia, la Serbia, il Tagikistan, il Turkmenistan et l’Uzbekistan. “Solo nei paesi del gruppo di cui facciamo parte vivono 50 milioni di musulmani”, ha dichiarato Calmy-Rey.
Anche la candidatura dell’ex consigliere federale Joseph Deiss alla presidenza dell’Assemblea generale dell’ONU sarebbe in una difficile situazione. “Questo posto sarebbe una buona opportunità per dare una presenza internazionale alla Svizzera. Cinquantasette paesi musulmani hanno un seggio nell’Assemblea generale”, ha ricordato la responsabile del DFAE.
Anche le esportazioni svizzere potrebbero essere rese più difficili. “I paesi musulmani fanno parte dei nostri clienti”, ha concluso la ministra.

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