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Cuba, petrolio russo si allontana mentre esplodono proteste

Keystone-SDA

L'ennesimo collasso energetico aggrava la tensione sociale a Cuba, dove blackout sempre più lunghi stanno alimentando proteste e scontri con le autorità.

(Keystone-ATS) Nelle ultime ore la petroliera russa “Universal”, carica di circa 250mila barili di diesel e inizialmente diretta verso l’isola, ha cambiato rotta allontanandosi dai Caraibi verso l’Atlantico meridionale.

Secondo analisti energetici, la nave – appartenente alla flotta russa colpita dalle sanzioni per la guerra in Ucraina – sarebbe rimasta per oltre un mese in attesa senza autorizzazione a scaricare combustibile a Cuba.

Intanto la Unión Eléctrica cubana ha annunciato per questa sera un deficit record di 2.147 megawatt, con appena un terzo della domanda nazionale coperta. Fuori servizio anche la centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più importante del Paese, mentre diverse altre unità risultano guaste o in manutenzione. La piattaforma galleggiante di Regla, all’Avana, è ferma per mancanza di carburante.

La crisi ha provocato nuove manifestazioni popolari. Nel quartiere capitolino di Centro Habana decine di residenti hanno bloccato Calle Monte con barricate e cassonetti incendiati dopo oltre 14 ore senza corrente. Nei video diffusi sui social si sentono slogan come “Libertad” e “Patria y Vida”. Episodi simili si sono registrati anche a Villa Clara e Guanabacoa.

Secondo organizzazioni indipendenti, la polizia in alcuni casi avrebbe sparato colpi in aria per disperdere i manifestanti. La mancanza di elettricità sta causando anche interruzioni nell’approvvigionamento idrico e nella conservazione degli alimenti, aggravando ulteriormente la crisi economica dell’isola.

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