Il drago delle gole dell’Aar
Un tempo anche la Svizzera era popolata di esseri spaventosi dalle sembianze animali. Uno di essi viveva nelle gole dell'Aar e per anni terrorizzò gli abitanti della regione.
All’inizio del ventesimo secolo venne perfino fotografato.
Nell’immaginario collettivo il drago la fa da padrone. Dalla Cina al Messico, ogni cultura ha il suo “mostro”, la sua creatura fantastica, invincibile e temuta, fonte di paure e di superstizioni, ma anche di molte leggende.
In Estremo Oriente il drago viene associato al fulmine, al temporale, alla pioggia dai poteri fertilizzanti. Presso gli aztechi ha l’aspetto di un enorme serpente a piume e nella saga dei Nibelunghi, Sigfrido si bagna nel sangue del drago ucciso per conquistare l’invulnerabilità.
C’è poi il celebre mostro di Loch Ness, il fantomatico “dinosauro marino” che si dice viva nell’omonimo lago scozzese. Anche la Svizzera un tempo era popolata da grandi serpenti alati, che si rifugiavano di preferenza nelle Alpi.
A partire dal 15esimo secolo la parte centrale del Paese pullula di draghi dalle più disparate fattezze.
Mostri nelle acque svizzere
Quando non sputa fuoco e non si nasconde nelle tenebre della terra, quando non vola sopra alle montagne, offuscando il sole, il drago vive nell’acqua.
Il 26 maggio del 1499 “un enorme drago e serpente mostruoso” nuota nelle acque del lago di Lucerna. Un testimone, spaventato, osserva che “è lungo 20 metri e sembra un vitello con grandi orecchie”.
Nel 1480, un cronista dell’epoca afferma invece che nei pressi della località di Zofingen, dal fiume Aar, il corso d’acqua che attraversa anche Berna, emerge di tanto in tanto un grande serpente a quattro zampe.
Verso la fine del 700 un uomo di nome Hans Fuchs afferma di essersi trovato di fronte a due draghi. Riesce a malapena a descrivere l’accaduto alla sua famiglia e poi, dallo spavento, muore d’infarto nel posto stesso dove gli sono apparsi i mostri.
Paura delle gole
Forse dello stesso essere fantastico parla nel 1814 anche lo storico bernese Samuel Studer : “Nelle gole dell’Aar si dice che viva una specie di serpente dalla testa quasi rotonda e dalle zampe molto corte che si fa vedere di tanto in tanto”.
La natura selvaggia delle gole dell’Aar, con le sue acque impetuose e inquietanti è lo scenario ideale per la leggenda del mostro acquatico. Nel 1817 Rudolf Wyss, autore del libro “Viaggio nell’Oberland bernese” paragona le gole addirittura all’Acheronte dantesco.
Situate fra le località bernesi di Meiringen e Innertkirchen le gole, formatesi in seguito al ritiro del ghiacciaio dell’Aar, si snodano attraverso il Haslital, una delle più grandi vallate trasversali del massiccio alpino, che si estende dal valico del Grimsel al lago di Brienz.
Imponenti masse d’acqua si snodano fra ripide e anguste pareti rocciose in un ambiente magico e tenebroso al contempo. Note da secoli, vennero a lungo evitate perché incutevano terrore.
Fino alla fine dell’800 erano praticabili solo con una barca. Un’impresa troppo difficile e quindi raramente realizzata.
Nel 1890 un altro autore, Josef Viktor Widmann descrive le gole in questo modo: “Verso l’uscita si scorge una nicchia, scolpita nella roccia, o forse è una grotta, dalla strana forma rotonda, quasi fatta su misura per ospitare un essere che ben simboleggia questo posto. Probabilmente si tratta dell’immagine di uno di questi draghi di cui parlano le leggende”.
Il mistero del Tatzelwurm
Nel 19esimo secolo, con lo sviluppo del turismo nelle Alpi, crebbe anche l’interesse per le misteriose gole dell’Aar. Il comune decise allora di costruire delle passerelle per attraversare il corso d’acqua da un punto all’altro.
Intanto, anche nel 900, il mito del mostro delle gole, del drago-serpente, chiamato Tatzelwurm, perché simile a un enorme verme, è ancora vivo.
Nel 1935 un episodio decisivo e fuori dal comune scuote tutta l’Europa. Un fotografo di origine russa riesce a fotografare il mostro e pubblica le immagini nella “Berliner Illustrierten”.
Allora esiste davvero il Tatzelwurm? Le foto scattate non lasciano dubbi: il mostro ha un muso come uno squalo, denti spaventosi, un naso come una scimmia e occhi a mandorla sul lato della testa.
L’isteria del mostro
Nelle settimane successive la redazione del giornale manda due volte dei collaboratori nell’Haslital per effettuare dei sopralluoghi. Viene fissata una ricompensa di 1’000 marchi per chi catturerà il Tatzelwurm.
L’autorevole e serio quotidiano Neue Zürcher Zeitung dedica pagine intere all’isteria del mostro.
Ma il mostro è introvabile e da allora nessuno l’ha mai più visto. La ricompensa non è stata ritirata, l’autenticità delle foto è stata messa in discussione.
Ma il dubbio resta: forse il Tatzelwurm è esistito davvero e ora si è estinto.
All’entrata delle gole dell’Aar, meta ormai di migliaia di visitatori, una scultura in legno raffigurante il Tatzelwurm ricorda la leggenda.
E nelle pasticcerie di Meiringen piccoli mostri biscottati, ricoperti di cioccolato e con la lingua di marzapane invitano i bambini a ricordare, ma non a temere, il Tatzelwurm di un tempo.
swissinfo, Elena Altenburger
Le gole dell’Aar sono situate nell’Oberland bernese, nei pressi della località di Meiringen. Il suggestivo paesaggio, costellato di cascate e ruscelli, è una vera attrazione turistica. Il fiume Aar scorre attraverso grotte, conche e pareti ripidissime.
I visitatori possono seguire il corso del fiume camminando su apposite passerelle in legno, della lunghezza di 1 km, che in alcuni punti non superano il metro di larghezza. Per secoli nessuno osò avventurarsi nelle gole per timore dell’incognito e per paura di incontrare il Tatzelwurm, il mostro delle gole.
Lunghezza delle gole dell’Aar: 1,4 km
Profondità: 200 m
Apertura da aprile a ottobre
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