Una cattedrale di cristallo sulle alpi svizzere
Inaugurazione questo martedì a Zermatt di "Into The Hotel", il nuovo e controverso albergo a 5 stelle realizzato dall'artista di casa Heinz Julen. ·
Trasparente nel suo rivestimento di vetro, si erge su di una rupe nel cuore stesso di Zermatt, proprio di fronte alla chiesa del villaggio, ed offre agli ospiti la miglior vista sul cervino. Vi si accede percorrendo un cunicolo scavato sotto la roccia, una sorta di caverna che simbolizza il passaggio tra il mondo esteriore e l’universo particolare dell’artista.
Heinz Julen che lo ha immaginato e realizzato non senza difficoltà, ha diretto personalmente tutte le fasi della costruzione scontrandosi con i regolamenti comunali contro l’inquinamento fonico dei cantieri, sacrificando a volte le norme di sicurezza sull’altare della creazione artistica, promettendo alla parrocchia, proprietaria di una parte della rupe, che il night club dell’albergo rinuncerà agli spogliarelli e che la sala di meditazione non si chiamerà “cappella”. Non da ultimo l’artista ha dovuto confrontarsi con l’ostilità della popolazione che considera l’opera un attentato allo stile folkloristico del villaggio. Eccessivo il contrasto tra questa cattedrale di cristallo ed i caratteristici chalet con i gerani alle finestre del paesaggio alpino elvetico.
Ma è proprio sui contrasti che Heinz Julen ha voluto giocare, senza mai perdere di vista la coerenza dell’insieme. “Into The Hotel” si distingue da un tradizionale 5 stelle sposando lusso e comfort con arte e tecnologia, mescolando legno, vetro, roccia e metallo, spezzando con elementi kitsch la purezza delle linee. Tra la vasca con l’idromassaggio sul tetto e la sala di meditazione scavata nella roccia l’ospite può esporsi al mondo o rinchiudersi in sè stesso, trovare naturale un fuoco che arde sotto una campana di vetro nel bel mezzo di una fontana o delle caffettiere appese ai lampadari.
Al centro dell’edificio e dei suoi 5 ascensori di vetro, il bar si presenta su di una piccola piattaforma circolare indipendente che si sposta da un piano all’altro a seconda delle necessità. Due grandi spazi ad uso ufficio e galleria costituiscono l’universo di Heinz Julen, che assume la direzione artistica dell’albergo. Ognuna delle 48 camere dispone di uno schermo tattile informatizzato. Basta premere con il dito e si può far girare il proprio letto, regolare l’intensità della luce o del suono, mentre la televisione, incastrata nel vetro, si trasforma in una finestra sul mondo. Pezzi e oggetti d’arredamento sono stati costruiti nell’atelier dell’artista, che già in passato si era avvicinato al design ed alla produzione di mobili, come la famosa “flight case” che si ritrova un po’ ovunque nell’hotel.
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