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Sbarchi in Italia La Svizzera si prepara all'ondata migratoria

Nigeriano con il figlio di cinque mesi su una nave di soccorso nel Mediterraneo

Nei primi sei mesi dell'anno, in Italia sono sbarcate 85'000 persone provenienti dalle coste del Nordafrica.

(Keystone)

Con l’estate sono ripresi gli sbarchi di migranti sulle coste europee, in particolare in Italia. La Svizzera, paese di transito, si prepara rafforzando il dispositivo di polizia lungo le frontiere. E in futuro non esclude di sostenere progetti nell’ambito della migrazione con un secondo “miliardo di coesione”.

La bella stagione è sinonimo di vacanze. Vero, ma solo in parte. Per decine di migliaia di persone in fuga da conflitti e povertà in Africa, l’estate è il momento più propizio per tentare di raggiungere l’Europa. Negli ultimi giorni, soltanto sulle coste italiane sono approdate oltre 12'000 persone.

«Siamo sotto pressione e chiediamo il contributo concreto dell’Europa», ha affermato giovedì il premier italiano Paolo Gentiloni. L’Italia, che minaccia di chiudere i porti alle navi cariche di migranti che battono bandiera straniera, è particolarmente sollecitata. Nei primi sei mesi dell’anno, gli sbarchi sono stati 85'000 (contro i circa 78'500 nello stesso periodo del 2016).

Mappa europea con il numero di sbarchi di migranti dal Nordafrica.
(swissinfo.ch)

Più poliziotti lungo le frontiere

Per prepararsi all’ondata migratoria e contenere le entrate illegali, la Svizzera ha da parte sua annunciato un rafforzamento del dispositivo di polizia. Durante l’estate, fino a 50 agenti dei corpi svizzeri di polizia sosterranno in caso di bisogno i colleghi in Ticino, Grigioni, Vallese e in altri cantoni di frontiera nella Svizzera orientale, ha comunicato giovedì la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali (CCPCSLink esterno).

Scopo di questo corpo intercantonale - simile a quello istituito per grandi eventi quali il WEF di Davos o le partite di calcio internazionali - è di rafforzare i controlli delle persone sui principali assi di circolazione, nelle stazioni ferroviarie e lungo le autostrade. L’impiego, ha puntualizzato la CCPCS, non prevede controlli alla frontiera, i quali sono di competenza del Corpo delle guardie di confineLink esterno.

L’anno scorso, le autorità elvetiche avevano messo a punto un piano di emergenza migranti, che contempla anche l’impiego dell’esercito alle frontiere. L’intervento dei militari è previsto soltanto in caso di emergenza, ad esempio se le entrate irregolari dovessero raggiungere quota 30'000 in pochi giorni, uno scenario che finora non si è mai verificato.

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Secondo “miliardo” di coesione al sud?

Per allentare la pressione migratoria nei paesi del sud Europa, la Svizzera non esclude di finanziare progetti specifici nel quadro del contributo elvetico all’allargamento dell’Ue, stando al quotidiano Blick.

Dopo un primo “miliardo di coesione” a favore dei nuovi membri nell’Europa dell’Est, la Svizzera è infatti chiamata a versarne un secondo. Citato dal Blick, il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Georg Farago afferma che l’obiettivo del governo è che «un eventuale secondo contributo elvetico prenda maggiormente in considerazione gli interessi della Svizzera e le attuali sfide in Europa».

Con progetti nei settori della migrazione e della formazione professionale, indica il DFAE, è possibile contrastare i rischi legati alla disoccupazione giovanile e alla gestione della crisi migratoria. Secondo il Blick, la Svizzera potrebbe ad esempio sostenere il processo di registrazione e l’alloggiamento dei rifugiati in Italia o in Grecia.

Clandestini in aumento

Nei primi cinque mesi del 2017, i soggiorni illegali scoperti dalle guardie di confine in Ticino sono stati 6'726, indica il Corriere del Ticino citando le statistiche dell’Amministrazione federale delle dogane. Si tratta soprattutto di persone che volevano attraversare la Svizzera per raggiungere altri paesi e che poi sono state riconsegnate all'Italia in base all'accordo sulla procedura di riammissione. Nello stesso periodo del 2016, quando la rotta Balcanica era ancora aperta, i clandestini fermati alla frontiera sud della Svizzera sono stati 3'374.

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