Francia rende omaggio alla poliziotta uccisa
(Keystone-ATS) Stéphanie Monfermé “è stata assassinata perché era al servizio della Francia”: il premier Jean Castex ha reso oggi omaggio alla poliziotta uccisa venerdì scorso con colpi di coltello alla gola all’ingresso del commissariato di Rambouillet, 60 km a sud di Parigi.
Al momento della mortale aggressione, l’assassino – un trentaseienne tunisino radicalizzato – “avrebbe invocato il nome di Dio”, ha aggiunto Castex durante la cerimonia nazionale. Secondo i sindacati di polizia, l’aggressore avrebbe gridato “Allah Akbar” al momento di passare all’azione.
“Legare un crimine alla trascendenza – ha deplorato Castex – è un sanguinoso insulto gettato in faccia a tutti coloro che credono in un Dio. Nessun fedele di alcuna religione può ammetterlo”. Madre di famiglia di 49 anni, da 28 anni al commissariato di Rambouillet, l’agente uccisa “incarnava agli occhi di quest’uomo di cui mi rifiuto di pronunciare il nome, la polizia francese e dunque l’autorità dello Stato”, ha proseguito il premier, attribuendo alla donna la Legion d’Onore, massimo riconoscimento della Repubblica francese, a titolo postumo.
“E’ stata assassinata perché serviva il suo Paese, perché era al servizio della Francia”, ha puntualizzato. La cerimonia si è conclusa sul brano “It’s a heartache”, di Bonnie Tyler. L’agente lascia due figlie di 13 e 18 anni. Secondo i suoi cari, amava danzare il più spesso possibile, tra i balli del fine settimana e la frequentazione di un club di danza in cui si allenava. Ieri, il presidente Emmanuel Macron e la moglie Brigitte hanno assistito ai suoi funerali. I Macron si sono recati, in forma privata, nel villaggio di Saint-Léger-en-Yvelines dove Monfermé è stata sepolta. Prima della funzione religiosa, il presidente ha fatto depositare una corona di fiori sotto al portico in legno della chiesa medievale.
In Francia, dal 2015, sono oltre 260 i morti caduti sotto i colpi del terrorismo jihadista e forse è stata anche questa immane tragedia ad indurre l’attuale presidente ad accogliere le richieste dell’Italia sull’estradizione degli ex terroristi rossi degli anni di Piombo rifugiatisi OItralpe. Una richiesta che nessun altro inquilino dell’Eliseo aveva mai accettato negli ultimi 40 anni. Alla cerimonia odierna hanno partecipato, tra gli altri, il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, il Guardasigilli, Eric Dupond-Moretti, e le colleghe responsabili della Funzione Pubblica e della Cittadinanza, Amélie de Montchalin e Marlène Schiappa.