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GR: chiusura reparti maternità, le reazioni da Davos e Ilanz

Keystone-SDA

I reparti maternità degli ospedali di Davos e Ilanz rischiano di chiudere. Questo stando ai suggerimenti avanzati nelle linee guida per la sanità cantonale presentate questa settimana. Una decisione definitiva non è ancora stata presa.

(Keystone-ATS) Due anni fa a Davos sono nati 82 bambini, a Ilanz 126. E lo sviluppo è in calo. Nel 2022, stando ai dati citati in un atto parlamentare, a Ilanz erano venuti al mondo 159 neonati, nella città di Davos 101.

La raccomandazione degli esperti che hanno redatto le nuove linee guida per la sanità non ha sorpreso i vertici dei due nosocomi. Gli ospedali sono infatti coinvolti nel processo di elaborazione.

A Davos si punta sull’attività stagionale

“L’ostetricia è una grande sfida in tutte le regioni a causa dei costi di gestione elevati e il numero ridotto di casi”, ha spiegato la CEO del nosocomio di Davos, Carmen Mathis, a Keystone-ATS. La sfida è anche finanziaria. Già oggi il Comune di Davos sostiene il reparto maternità con dei contributi supplementari. Un aiuto che secondo Mathis continuerà fino al 2028.

Il nosocomio della seconda città dei Grigioni si trova in una fase di ristrutturazione, che mira a un’attività più stagionale. Prima di definire una direzione definitiva i vertici vogliono però ancora attendere l’approvazione della strategia cantonale.

A Ilanz una decisione in agosto

Ai microfoni della radiotelevisione romancia RTR René Epp, presidente di SanaSurselva, parla di una situazione difficile e un tasto molto emotivo. “100 nascite sono troppo poche per riuscire a mantenere in vita il reparto maternità. Senza i soldi del Cantone i Comuni sarebbero chiamati maggiormente alla cassa. E per noi non è una possibilità”, ha spiegato.

La decisione sul futuro del reparto maternità di Ilanz spetterà ai delegati dei Comuni. A fine agosto decideranno se chiudere o se continuare con l’ostetricia.

Negli ultimi anni anche altri reparti maternità hanno chiuso i battenti nei Grigioni, a causa di problemi finanziari e la carenza di personale specializzato reperibile 24 su 24. L’anno scorso i Comuni della regione Albula e Viamala hanno deciso di chiudere l’ostetricia nell’ospedale di Thusis. Nel 2020 era toccato al Centro Sanitario Valposchiavo.

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