The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Se sulle Alpi non ci sono più cretini lo si deve a una svolta medica svizzera

Illustrazione di due persone con cretinismo
Il cretinismo interessava tutto l'arco alpino come dimostra questa illustrazione austriaca del 1819 di Franz Sartori intitolata "Cretini della Stiria". Wikipedie / Sartori, Franz (1819)

La Svizzera è stata il laboratorio mondiale che ha trasformato un'intuizione chimica in una vittoria globale della salute pubblica. Grazie a tre medici visionari, il Paese fu il primo a introdurre la iodazione del sale da cucina, una pratica che ha permesso di sconfiggere il flagello del cretinismo delle Alpi.

Icona globale di precisione, innovazione, lusso e benessere, in un passato non così lontano la Svizzera era nota per rappresentare un caso emblematico della sofferenza umana.

Nel XIX secolo, quando il turismo stava cominciando a germogliare nelle idilliache vallate alpine, il geografo Elisée Reclus, nel 1875-76, descriveva così le popolazioni che vi vivevano: “Accanto a questi valorosi montanari dal petto solido e lo sguardo penetrante, che scalano le rocce con passo fermo, si trascinano delle orride masse di carne vivente, i cretini dal gozzo pendente”.

La citazione, che lo storico francese Antoine de Baecque riporta nel suo libro Histoire du crétinisme des Alpes, è solo uno degli innumerevoli resoconti, primo fra tutti l’enciclopedia di Diderot e D’Alembert (vedi riquadro), sul flagello del cretinismo che colpiva queste regioni.

Si da questo nome a una specie di uomini che nascono in Vallese in grande quantità e soprattutto a Sion, loro capitale. Sono sordi, muti, imbecilli, quasi insensibili alle percosse e hanno gozzi pendenti fino alla cintura; d’altro canto, sono persone molto buone. Sono incapaci di idee e hanno solo un’attrazione violenta per i loro bisogni. Si abbandonano ai piaceri dei sensi di ogni tipo e la loro imbecillità impedisce loro di vederci crimine alcuno. La semplicità delle genti del Vallese fa loro guardare ai cretini come angeli custodi delle famiglie e coloro che non ne hanno credono che il Cielo non sia benevolo nei loro confronti. È difficile spiegare la causa e l’effetto del Cretinage. La scarsa igiene, l’educazione, il calore eccessivo di queste valli, le acque, i gozzi stessi, sono comuni a tutti i bambini di queste genti. Ma non tutti nascono cretini.

Ne è morto uno a Sion durante il soggiorno che fece in questa città il Conte De Maugiron, della Società reale di Lione; non hanno voluto permettergli di aprirlo. Si è limitato a esaminare (apparentemente sui viventi) i due sessi; non ha notato esteriormente nulla di straordinario eccetto la pelle di un giallo molto livido. Questo dettaglio è tratto da un mémoire del Conte De Maugiron, il cui estratto ci è stato comunicato ed è stato letto alla Società reale di Lione. 

Le persone con cretinismo sono frequentemente affette da nanismo e sordomutismo. In molti casi è presente il rigonfiamento del collo chiamato “gozzo”. Le conseguenze più gravi sono cerebrali, con lo sviluppo mentale che tende a restare quello di un bambino piccolo.

Già in epoca romana era risaputo che questo male era particolarmente presente nelle regioni alpine. Prima della sua debellazione, all’inizio del XX secolo, si stima che nelle valli più elevate fino al 90% della popolazione avesse il gozzo e fino al 2% era affetta da cretinismo. Molte persone vennero internate, ma la maggior parte restava con la famiglia.

Nel 1810, un censimento ordinato da Napoleone nel Canton Vallese rilevò che, su 70’000 abitanti, circa 4’000 erano “cretini”. Questo termine, con il tempo divenuto spregiativo, secondo l’ipotesi più accreditataCollegamento esterno proviene dalla parola “crestin”, che a sua volta ha origine dal latino “christianus” (cristiano). Si diffuse probabilmente per designare con un eufemismo le persone affette da quel misterioso male, sottintendendo che, nonostante esso, erano cristiani a tutti gli effetti, oltretutto innocenti e quindi benvoluti a Dio.

Donne con cretinismo in fila
Donne con cretinismo, circa 1920. Fotografia degli archivi dell’Istituto della storia della medicina dell’Università di Berna. Institut für Medizingeschichte der Uni Bern, Archiv

Belle le Alpi, ma manca un certo non so che…

I cretini divennero un’attrazione turistica delle vallate alpine, ma anche un interessante caso di studio da parte della medicina. Molte ipotesi furono avanzate per spiegarlo: scarsa igiene, consanguineità, umidità, cattiva qualità dell’acqua, …

Ma la vera ragione non era la presenza di un agente esterno, ma la sua assenza. A provocare il cretinismo è infatti un’alimentazione carente in iodio.

Questo elemento, presente in grande quantità negli oceani, è stato depositato nelle terre emerse dopo il ritiro dei mari primordiali, ma l’immenso strato di ghiaccio che durante l’ultima glaciazione ha ricoperto la regione alpina ha frantumato centinaia di metri di sottosuolo e gradualmente “lavato via” lo iodio. Solo nel 1965 il chirurgo basilese Franz Merke dimostrò che l’estensione geografica dell’antico strato di ghiaccio coincideva perfettamente con le zone colpite endemicamente dal gozzo.

Lo iodio è un elemento indispensabile per il buon funzionamento della tiroide, sottile ghiandola a forma di farfalla situata alla base del collo e fondamentale per il metabolismo, la crescita e lo sviluppo. Con poco apporto di iodio essa si ingrossa per tentare di assorbirne il più possibile, provocando l’ipertiroidismo, il gozzo, appunto. La mancata assunzione di iodio da parte di una donna in gravidanza rischia di provocare il cretinismo nel nascituro.

I pionieri

Come ricorda un dettagliato articolo del Tages AnzeigerCollegamento esterno, il primo a scardinare efficacemente le ipotesi errate e le reticenze dell’epoca fu Heinrich Hunziker, medico di Adliswil, nel Canton Zurigo. Nel maggio del 1914, in un saggio di sole 24 pagine, spiegò che la tiroide si ingrossava semplicemente perché “affamata” di un nutriente mancante, lo iodio. 

Altri prima di lui ebbero la stessa intuizione, come il ginevrino Jean-François Coindet quasi un secolo prima, ma Hunziker ebbe il merito di capire che lo iodio non era un farmaco da somministrare a dosi massicce — errore che era costato caro a CoindetCollegamento esterno e soprattutto a molti dei suoi pazienti — ma un componente essenziale della dieta, da integrare in dosi minuscole.

Se il Tages-Anzeiger definisce “visionario” Hunziker, l’appellativo di “scienziato” lo attribuisce invece al medico vallesano Otto Bayard. Nel 1918, di propria iniziativa, partì alla volta del villaggio di Grächen con un mulo caricato di sacche di sale che lui stesso aveva mescolato con piccole quantità di ioduro di sodio. Lo introdusse per cinque mesi, in inverno, nell’alimentazione di cinque famiglie di questo villaggio remoto e colpito duramente dal “Male delle Alpi”.

In primavera, i gozzi erano spariti e nessun segno di avvelenamento da iodio era stato riscontrato. Il risultato incoraggiante garantì a Bayard dei finanziamenti federali per estendere l’esperimento al villaggio di Törbel. Il successo fu eclatante: complessivamente, grazie a lui oltre 1’000 persone che presentavano sintomi di ipertiroidismo guarirono in poco tempo.  

Fu nel gennaio del 1922 che la Commissione svizzera del gozzo, composta da esperti accademici, membri dell’esercito e autorità sanitarie, si riunì a Berna per discutere i risultati raggiunti da Hunziker e Bayard. In giugno, dopo accesi dibattiti tra chi aveva compreso di avere tra le mani una soluzione e chi invece temeva avvelenamenti di massa, la Commissione emise la raccomandazione ufficiale a tutti i Cantoni (che avevano e hanno tuttora il monopolio sulla commercializzazione del sale) di introdurre la vendita e promuovere il consumo di sale iodato.

Eggenberger, il genio del marketing

Questo risultato pionieristico della Svizzera non sarebbe stato possibile grazie a un terzo medico. Dopo il “visionario” e lo “scienziato”, un grande merito lo ebbe anche “l’attivista”: Hans Eggenberger, chirurgo di Herisau, in Appenzello Esterno.

Membro della Commissione, era sicuro della bontà della soluzione proposta da Hunziker e Bayard, ma sapeva che sarebbe stata un’impresa convincere la diffidente popolazione elvetica a seguire una direttiva imposta dall’alto, in ambito alimentare perdipiù!

Si tuffò dunque in una vera e propria campagna di propaganda nel suo cantone d’origine. Dopo le giornate in sala operatoria, la sera organizzava conferenze educazionali nei cinema. Con proiettori e diapositive mostrava visivamente gli effetti nefasti della malattia e quelli benefici della cura. Comunicatore di grande talento, con un’abile intuizione di marketing coniò il termine di “sale intero” (“Vollsalz”) per riferirsi al sale iodato, facendolo suonare alle orecchie della popolazione come un prodotto naturale.

Senza attendere le decisioni federali, tramite la sezione locale della Croce Rossa, che aveva confondato, lanciò una raccolta di firme a favore dell’introduzione del sale iodato. Il 12 febbraio aveva raccolto ben 3’480 sottoscrizioni. Una settimana dopo, le autorità del Cantone ne autorizzarono la vendita, anticipando di mesi la raccomandazione federale.

Quando quest’ultima arrivò, il lavoro di Eggenberger aveva già spianato la strada. Le Saline Svizzere del Reno iniziarono a distribuire le prime forniture di sale iodato nel novembre 1922 e, dopo un solo anno, il prodotto era già disponibile in 17 cantoni.

Sale su nastro trasportarore viene irrorato
Produzione di sale da cucina iodato nella salina di Schweizerhalle (Basilea Campagna), 1970. KEYSTONE/PHOTOPRESS-ARCHIV/Fritz Grunder

Alla fine degli anni Venti, la profilassi si era estesa a tutto il Paese, la frequenza di nati sordi e l’incidenza del gozzo diminuì drasticamente e, a partire dagli anni Trenta, non nacquero più “cretini” in Svizzera.

La Commissione svizzera del gozzo, oggi nota come Commissione fluoro e iodioCollegamento esterno, continua a svolgere il suo ruolo di monitoraggio e prevenzione per evitare il ritorno delle malattie da carenza iodica.

Il caso elvetico fece scuola. Gli Stati Uniti furono i primi a seguire l’esempio svizzero nel 1924, seguiti nel corso dei decenni da moltissimi altri Paesi, in alcuni dei quali è obbligatoria per legge, ricorda Le TempsCollegamento esterno, mentre in Svizzera resta volontaria.  

Fonti

Antoine de Baecque, Histoire des crétins des Alpes, La librairie Vuibert, 2018

Chi erano veramente i cretini delle Alpi?Collegamento esterno – Intervista del National Geographic a Antoine de Baecque

Come tre eroici dottori hanno salvato la Svizzera dal gozzoCollegamento esternoTages-Anzeiger

L’approfondimento di swissinfo: Sale in SvizzeraCollegamento esterno

La voce “cretinismo”Collegamento esterno sul Dizionario storico della Svizzera

Gli esperimenti di Jean-François CoindetCollegamento esterno descritti dalla Revue médicale suisse

Sale quanto basta, purché iodatoCollegamento esterno – Ufficio federale della sanità pubblica

Lo iodio, il cretino e le Alpi –Collegamento esternoLe Temps

A cura di Daniele Mariani

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR