Le api sono in pericolo, occorre agire
In Svizzera, la situazione delle api e degli insetti impollinatori, cui dobbiamo gran parte di ciò che mangiamo, è critica.
(Keystone-ATS) A dirlo è un’alleanza apartitica che ha lanciato oggi l’iniziativa popolare “Per la salvaguardia dell’impollinazione delle piante coltivate e selvatiche da parte degli insetti” con cui chiede alle autorità maggiore impegno per la salvaguardia della biodiversità.
Stando alle associazioni di apicoltori delle tre regioni linguistiche, insieme ad Amici della Natura Svizzera e alla Fondazione Future 3, le api e gli altri insetti impollinatori sono la base del nostro approvvigionamento alimentare.
“È un ronzio che sostiene il mondo”, ha spiegato ai media la presidente di Apisuisse, nonché vicepresidente dei Verdi svizzeri e membro del legislativo ticinese, Samantha Bourgoin, secondo cui in Europa circa l’84% delle colture dipende dall’impollinazione da parte degli insetti: “un boccone su tre lo dobbiamo a loro”, ha sottolineato.
Se gli impollinatori scompaiono, non perdiamo solo i raccolti, e quindi mettiamo in pericolo l’approvvigionamento del Paese in frutta e verdure, ma anche prati fioriti e paesaggi ricchi di specie, ecosistemi che immagazzinano carbonio e una fonte di nutrimento indispensabile per uccelli, pesci, pipistrelli e ricci.
Piano d’azione insufficiente
Nonostante l’importanza di questi insetti – solo per l’agricoltura elvetica il valore dell’impollinazione è stimato fino a 479 milioni di franchi all’anno, ha affermato Bourgoin, secondo cui si tratta di una cifra probabilmente al ribasso come sostenuto anche dal Consiglio federale – quanto fatto finora dalle autorità, malgrado l’impulso del Parlamento mediante diverse mozioni cui si aggiungono due petizioni popolari, è insufficiente: quasi la metà delle oltre 600 specie di api selvatiche presenti sul nostro territorio è minacciata, mentre 59 specie sono considerate estinte. Negli ultimi 30 anni la biomassa degli insetti è infatti diminuita di oltre tre quarti.
Anche le api mellifere – specie fra le più diffuse e utilizzata per la produzione di miele e altri derivati – sono in difficoltà e devono combattere contro malattie, parassiti e specie invasive, come il calabrone asiatico, quest’ultimo presente già in 18 Cantoni e probabilmente in arrivo anche in Ticino, ha messo in guardia la vicepresidente dei Verdi svizzeri.
Di fronte a questa situazione preoccupante, la consigliera nazionale Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE) ha criticato il Piano d’azione Biodiversità Fase II del Governo per il periodo 2025-2030 che consacra solo 3 milioni di franchi in sei anni per combattere la moria degli insetti, soprattutto emanando raccomandazioni o pubblicando delle analisi. Fanno difetto insomma misure concrete con un orizzonte temporale chiaro, le ha fatto eco Bourgoin, secondo cui le somme messe finora a disposizione dalla politica sono “ridicole”.
Che cosa chiede l’iniziativa
Per questo, sulla scorta si studi scientifici e analisi già disponibili, l’iniziativa “per le api” chiede alla Confederazione e ai Cantoni di garantire l’impollinazione delle piante coltivate e selvatiche da parte degli insetti, mettendo a disposizione i necessari mezzi finanziari e le risorse umane.
La Confederazione deve emanare disposizioni che promuovano le popolazioni e la diversità degli insetti impollinatori indigeni e ne garantiscano la conservazione a lungo termine. La Confederazione dovrà sostenere in questo compito i Cantoni, i Comuni e l’economia, realizzando finalmente la volontà del popolo e del parlamento.
La moria di insetti impollinatori riguardi tutti e tutte noi, ha ribadito Bourgoin, che ha chiamato a raccolta tutti coloro che amano le api, indipendente mente dal colore politico, per il prezioso lavoro che svolgono per noi.