Morto lo scrittore ceco Milan Kundera
(Keystone-ATS) Lo scrittore ceco Milan Kundera è morto a 94 anni a Parigi, dove si era trasferito dal 1975. Lo riporta Czech TV. Uno dei massimi rappresentanti del romanzo della fine del Novecento, aveva ottenuto la cittadinanza francese nel 1981.
Era nato a Brno il 1° aprile 1929. Il suo primo grande successo fu “Lo scherzo”, del 1967, seguito da “Il valzer degli addii”, quindi nel 1984 dal successo planetario de “L’insostenibile leggerezza dell’essere”.
Kundera, che da molti anni si era ritirato dalla scena letteraria, è per tutti proprio l’autore di questo capolavoro, che raccontava le avventure di quattro artisti e intellettuali, spiriti liberi nella Cecoslovacchia del 1968, al tramonto della Primavera di Praga, diventato un film di Philippe Kaufman e Jean-Claude Carrière con Daniel Day-Lewis nel ruolo di Tomáš e Juliette Binoche in quello di Tereza.
Più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura, entrato a far parte come Proust, Balzac e Molière della Biblioteque de la Pleiade di Gallimard, la più prestigiosa collana editoriale francese e tra le più note al mondo, Kundera era figlio di un pianista, amava la musica e il jazz. Aveva esordito come poeta per passare poi alla prosa.
Dopo aver partecipato alla Primavera di Praga si era rifugiato in Francia nel 1975 e aveva scelto Parigi come sua città, dove ha sempre vissuto con l’adorata moglie Vera Hrabanková con la quale è stato lontano dalla mondanità, avvolgendosi nel silenzio. La sua ultima apparizione pubblica risaliva a gennaio 1984, quando fu ospite di Apostrophes, la trasmissione di Bernard Pivot. Nel 1979, in seguito della pubblicazione de “Il libro del riso e dell’oblio”, gli fu revocata la cittadinanza cecoslovacca ma nel 1981, grazie al presidente François Mitterrand, ottenne quella francese.
Le sue opere sono state proibite in Cecoslovacchia e i suoi romanzi più recenti sono stati pubblicati solo in lingua francese. I suoi libri hanno tutti uno stile filosofico unito alla capacità di parlarci di temi apparentemente effimeri. I suoi punti di riferimento erano autori come Cervantes, Rabelais, Goethe e Joyce, di cui qualcosa vive anche nei suoi scritti.