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Sanzioni rafforzate contro l’Iran

La Svizzera si allinea alle nuove misure coercitive decise dall'ONU nei confronti del regime di Teheran, colpevole di non aver sospeso il suo programma nucleare.

Da domani le aziende elvetiche non potranno più fornire all’Iran beni a duplice impiego, ossia che possono servire ad attività legate al nucleare, ad esempio delle macchine utensili.

Lo ha deciso mercoledì il governo elvetico, allineandosi alle Nazioni Unite nell’applicazione della risoluzione 1803 del Consiglio di sicurezza, varata poiché l’Iran non ha ottemperato alle richieste di sospendere il suo programma nucleare.

Tra i nuovi provvedimenti adottati contro Teheran figurano pure il divieto di esportazione per determinati veicoli telecomandati (droni) e missili da crociera, nonché il blocco di averi e di valori patrimoniali di altre 12 imprese e di 13 persone. Inoltre cinque iraniani non possono più entrare in Svizzera o transitare sul suo territorio.

Le sanzioni attualmente in vigore comprendono divieti di consegna di determinati beni e di fornitura di prestazioni di servizi nel settore della tecnologia nucleare e missilistica nonché il blocco di averi e di risorse economiche di 23 aziende iraniane e di 27 persone fisiche.

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