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Portogallo: sciopero generale contro misure anti-deficit

(Keystone-ATS) LISBONA – Aerei e treni fermi, servizio minimo negli ospedali, stop alla raccolta delle immondizie nei centri urbani: il Portogallo oggi è paralizzato dallo sciopero generale proclamato dai sindacati contro il pesante giro di vite anti-deficit deciso dal governo del premier socialista José Socrates, sotto pressione di Bruxelles e dei mercati.
Lo sciopero è stato deciso insieme, per la prima volta da oltre 20 anni, dai due principali sindacati del paese, il pro-comunista Cgtp e il socialista Ugt, a due giorni dall’adozione definitiva, venerdi, della dura finanziaria 2011, che punta a riportare al 4,6% il deficit pubblico l’anno prossimo. La manovra prevede tagli agli stipendi pubblici, agli aiuti sociali, agli investimenti dello stato, il congelamento delle pensioni, l’aumento di Iva e dell’imposta sul reddito.
Il Portogallo è uno dei paesi più poveri dell’Europa occidentale. La finanziaria è stata definita dai sindacati “una dichiarazione di guerra ai lavoratori”.
Nelle prime ore della giornata sono già stati soppressi 57 collegamenti ferroviari nord-sud su 74, decine di voli sono stati cancellati a Lisbona e Oporto, metropolitana e trasporti urbani sono praticamente fermi.
L’adesione allo sciopero è alta, secondo i sindacati, in molti settori, oltre in particolare, oltre che nei trasporti, nella sanità, nella giustizia e nella scuola. L’ultimo sciopero unitario era stato proclamato insieme dai due grandi sindacati portoghesi nel 1988.

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