Sono 49 le radio locali e televisioni regionali ad aver ottenuto dalla Confederazione la proroga delle concessioni sino a fine 2024.

In questa fase di transizione verso il DAB+, ciò accresce la sicurezza a livello di pianificazione per queste emittenti, indica in una nota odierna l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).

Le concessioni esistenti scadranno alla fine dell'anno in corso e quelle nuove entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020. Nel novembre 2018 le emittenti erano state informate a proposito della possibilità di proroga.

Ad aver fatto richiesta rispettando la scadenza fissata ad aprile sono state 49 fra radio e tv. A fine settembre il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha terminato di approvare tutte le domande. Fra le premesse determinanti per godere di una valutazione positiva vi era per esempio il rispetto delle condizioni legali.

Sei radio locali presenti in grandi agglomerati hanno invece rinunciato alla loro concessione. Si tratta di Radio 24, Radio Argovia, Radio FM1, Radio Pilatus, Radio One FM e Radio Rouge FM. Da metà 2018 sono registrate presso l'UFCOM come emittenti sottoposte all'obbligo di notifica e pertanto non devono più adempiere ad alcun mandato di prestazioni.

Il compito di radio e TV resta immutato, precisa l'UFCOM. Come sinora, dovranno rendere noto in merito alla realtà politica, economica e sociale della regione e contribuire a sviluppare la vita culturale nella zona di copertura.

Inoltre, 21 radio e 13 televisioni hanno diritto a una quota del canone. Fra queste vi sono Radio 3i (1'221'966 di franchi), Radio Ticino (1'390'033) e TeleTicino (4'239'618). Allungando di altri cinque anni le concessioni, il DATEC ha colto l'occasione per adeguare singole disposizioni, in parte di natura formale e redazionale o legate agli obblighi già esistenti.

È stata introdotta un'esigenza quantitativa minima per l'informazione regionale, mentre, ed è una novità, quale principale vettore è previsto il DAB+. Invariato il sostegno finanziario, già aumentato al 6% dei proventi del canone dallo scorso primo gennaio. Il prossimo bando di concorso pubblico si svolgerà verosimilmente nel 2023.

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