Vivere in Svizzera

Quanto c'è di vero e di falso negli stereotipi sulla Svizzera

Se dite agli amici che siete in viaggio in Svizzera, inevitabilmente, alcuni reagiranno con commenti farciti di luoghi comuni. Magari sulla ricchezza del Paese ("Lì sono tutti ricchi sfondati"), o sulla sua qualità di vita ("È uno dei posti più sicuri al mondo ") oppure sui cittadini ("Tanto per cominciare, sono freddi e tremendamente noiosi").

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 luglio 2020 - 10:50
Skizzomat (illustrazione)

Persone del posto, turisti, immigrati, osservatori occasionali: ognuno ha le proprie visioni. E alcune affermazioni sugli svizzeri, per esempio che non possono utilizzare lo sciacquone dopo le 22:00 o che non possono tenere un porcellino d'India da solo ma devono comperarne almeno due, sono sovente temi di scherno (anche se in realtà solo la seconda è vera).

Ma molte affermazioni (come il modo in cui la Svizzera tratta le donne o gli stranieri) possono rivelare molto sulle identità elvetiche, sulla storia del Paese, sulle norme politiche e sociali.

Su richiesta di molti lettori, abbiamo cercato di verificare i fatti. Abbiamo così appurato che, in termini di ricchezza media, effettivamente gli svizzeri sono tra i più ricchi del mondo. Ma occorre notare che il Paese ha anche un'alta densità di famiglie milionarie, che incidono quindi sulla media. Così, in realtà, la maggior parte degli abitanti rientra nella fascia del "reddito medio", come definito dall'Ufficio federale di statistica. Morale: è sempre opportuno andare oltre le apparenze.

Grattando un po', si nota che anche in Svizzera c'è povertà, eccome. Esiste in misura maggiore di quanto molte persone potrebbero immaginarsi a prima vista: oltre l'8% della popolazione è considerata povera, indica l'Ufficio federale di statistica (UST).

Tendenzialmente, tuttavia, sembra che in Svizzera chi tira la cinghia sia riluttante a parlare delle proprie difficoltà finanziarie e a chiedere aiuto. I costumi però evolvono. Così recentemente una coppia ha deciso d'infrangere questo tabù, con un'iniziativa inedita: la creazione di un gruppo di auto-aiuto su Facebook, per sostenere persone che dispongono solo del minimo esistenziale.

Un altro capitolo pieno di congetture – che non va ignorato perché un quarto della popolazione non ha la cittadinanza svizzera – è il modo in cui la Svizzera tratta gli stranieri che vivono sul proprio territorio.

Le persone che aspirano al passaporto elvetico a volte fanno notizia perché non hanno ottenuto la cittadinanza elvetica a causa di risposte sbagliate o imprecise a domande complicate su tradizioni e peculiarità svizzere, poste loro durante i colloqui per la naturalizzazione. Queste notizie rafforzano l'idea che il percorso verso la nazionalità svizzera sia diventato estremamente difficile. In ogni caso, al di là di casi singolari che fanno scalpore, le condizioni generali per ottenere il passaporto rossocrociato sono state inasprite.

Ma la verità è ancor più complessa. Da un sondaggio è emerso che molti stranieri residenti in Svizzera non sono per nulla interessati a ottenere la cittadinanza perché ritengono che non sia necessario il passaporto elvetico per sentirsi ben integrati oppure perché hanno stretti legami con il Paese di origine.

Ci sono tuttavia svantaggi per chi non ha il passaporto svizzero. Le assicurazioni automobilistiche applicano tariffe calcolate sui rischi in base alla nazionalità. Per esempio, il premio per un conducente italiano è superiore del 22% rispetto ad uno svizzero. Molti direbbero che è discriminatorio. Nell'Unione europea ciò è illegale, mentre in Svizzera è perfettamente lecito.

Le differenze di premi assicurativi in base alla nazionalità inducono a chiedersi se la Svizzera possa classificare diversi gruppi sociali, con regole e aspettative diverse per ciascuno di essi.

Come per la nazionalità, anche il genere è fonte di disparità e controversie. Un lettore, Luca, ci ha chiesto perché un Paese ricco come la Svizzera sia in ritardo sull'uguaglianza fra donne e uomini. Una lettrice, Kay, si chiedeva se in Svizzera la maggior parte delle mamme sono casalinghe.

Forse non c'è da stupirsi se si considera che le donne non avevano il diritto di voto a livello federale fino al 1971. In Appenzello Interno hanno persino dovuto attendere quasi altri vent'anni per averlo anche a livello comunale e cantonale: il diritto di voto e di eleggibilità femminile è stato introdotto solo nel 1990, dopo che la Corte suprema lo ha imposto all'ultimo cantone refrattario.

Pur essendo teoricamente anticostituzionale e contraria alle leggi, di fatto in Svizzera la disuguaglianza di genere sul lavoro persiste. Il 14 giugno 2019, centinaia di migliaia di donne sono scese in piazza in tutta la Svizzera per rivendicare la parità.

Per molte donne, la politica del congedo di maternità retribuito rimane un altro punto critico, poiché è una delle meno generose tra i Paesi industrializzati. Gli sforzi per introdurre il congedo di paternità sono osteggiati dalle forze politiche di destra.

Ma fra tutte le affermazioni sentite sulla Svizzera e sugli svizzeri, la più difficile da scrollarsi di dosso – e verificare – è quanto siano fredde le persone. "È molto difficile fare amicizia qui", ci ha scritto una lettrice, Caroline. "È un Paese così straordinario, tuttavia è privo di calore".

Forse è legato a tradizioni e costumi il fatto che gli svizzeri facciano fatica a fare amicizia con persone di altre culture, ha commentato un lettore, James.

Tuttavia, durante la pandemia di Covid-19 in Svizzera si è manifestata in molti modi grande solidarietà tra la popolazione. Per esempio, in Ticino delle persone hanno ospitato lavoratori frontalieri italiani e in tutto il Paese volontari hanno prestato aiuto a persone a rischio, facendo la spesa per loro, oppure hanno telefonato a persone costrette a rimanere in casa da sole per rassicurarle e far loro compagnia.

Gli svizzeri sono freddi? Durante la più grande crisi del Paese dopo la Seconda guerra mondiale, perlomeno, non c'è stata carenza di calore umano e di scambi tra culture.

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