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dopo un'estate caratterizzata da caldo e siccità, la meteo rimane al centro dell'attualità svizzera nonostante il ritorno della pioggia. Il rientro a scuola, che prosegue in diversi cantoni, riporta sotto i riflettori un'altra questione destinata a durare ben oltre l'estate: il ruolo dell'intelligenza artificiale negli istituti scolastici.

Buona lettura!

persona si protegge dalla pioggia con un sacchetto della spesa calato sulla testa
La pioggia degli ultimi giorni ha offerto un sollievo gradito, ma tutt’altro che sufficiente. Keystone / Manuel Geisser

La pioggia è tornata su gran parte della Svizzera dopo diverse settimane di caldo e siccità. Le temperature sono nettamente calate negli ultimi giorni e diverse regioni hanno finalmente goduto di precipitazioni consistenti. Un’evoluzione accolta con sollievo in un Paese che ha vissuto una delle estati più secche e calde della sua storia recente.

Questo cambiamento meteorologico non significa tuttavia che la crisi sia terminata. Nonostante le recenti precipitazioni, le riserve idriche rimangono sotto pressione in numerose regioni del Paese. Gli idrologi e le idrologhe ricordano che le falde freatiche e alcuni corsi d’acqua impiegano molto più tempo a ricostituirsi rispetto ai suoli superficiali. Sarebbero necessarie diverse settimane di pioggia regolare per compensare il deficit accumulato nel corso di un’estate eccezionalmente secca.

Le conseguenze di questa siccità continuano inoltre a farsi sentire nel settore agricolo. Alcune aziende hanno dovuto intensificare l’irrigazione delle proprie colture o acquistare foraggio supplementare per nutrire il bestiame. Le organizzazioni di categoria mettono in guardia contro un aumento dei costi di produzione che potrebbe ripercuotersi sui prezzi di alcuni prodotti alimentari nei mesi a venire.

Oltre all’emergenza estiva, il dibattito si concentra ora sul costo dell’acqua. Di fronte al moltiplicarsi dei periodi di siccità, diversi esperti ed esperte ritengono che la Confederazione dovrà investire maggiormente per garantire il proprio approvvigionamento. Alcuni comuni si stanno già preparando a questa nuova realtà. A Nyon (canton Vaud), ad esempio, la bolletta dell’acqua delle famiglie dovrebbe più che raddoppiare nell’arco di 10 anni per finanziare le infrastrutture necessarie.

ia
L’intelligenza artificiale a scuola: amica o nemica? Fabrice Coffrini / Keystone

Il rientro a scuola è ormai avvenuto in quasi tutta la Svizzera, ad eccezione di alcuni cantoni. L’intelligenza artificiale (IA) s’impone come uno dei grandi temi di dibattito di questo inizio di anno scolastico 2026. Due anni dopo la democratizzazione di strumenti come ChatGPT, le scuole stanno ancora cercando il modo migliore per integrarli nella vita quotidiana di allievi e allieve.

Il dibattito si è evoluto notevolmente. Le prime reazioni sono state spesso quelle di vietare o limitare l’uso dell’IA per prevenire gli imbrogli. Oggi, molti specialisti e specialiste ritengono che sia diventato irrealistico ignorare questi strumenti, così integrati nella vita quotidiana dei e delle giovani. Diversi istituti stanno ora sperimentando il loro utilizzo in un contesto pedagogico, mentre alcune scuole universitarie elaborano raccomandazioni destinate al corpo docente.

Chi sostiene questo approccio sottolinea le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale. I chatbot possono aiutare alunni e alunne a ripassare, a esercitarsi nell’apprendimento delle lingue o a ricevere un feedback personalizzato sul loro lavoro. Dei progetti pilota stanno anche esplorando il loro utilizzo per assistere il personale insegnante in alcuni compiti di correzione o di monitoraggio di allievi e allieve.

Tuttavia, gli interrogativi rimangono numerosi. Oltre alla questione degli imbrogli, le scuole s’interrogano sulle competenze che la popolazione studentesca dovrà padroneggiare in un mondo in cui l’intelligenza artificiale sarà onnipresente. La domanda non è più se usare l’IA, ma come imparare a conviverci.

persona su specchio dâcqua si prepara a salire su un sup
Il SUP è una delle attività sportive più in voga. Keystone / Anthony Anex

La Svizzera rimane un Paese di sportivi e sportive. Secondo l’ultimo studio “Sport Svizzera”, quasi cinque persone su sei praticano un’attività fisica almeno occasionalmente. L’escursionismo, il ciclismo, il nuoto, lo sci e la corsa sono tra le discipline più popolari. Le attività all’aperto sono quindi tra le più amate dalla popolazione.

Lo studio evidenzia tuttavia alcune evoluzioni. Discipline come il fitness o il padel continuano la loro ascesa e attirano un pubblico sempre più numeroso. Gli specialisti e le specialiste osservano una progressiva diversificazione delle pratiche, riflesso di un’offerta sportiva sempre più varia.

L’accesso alla pratica sportiva, tuttavia, presenta delle disuguaglianze. Il livello di reddito e d’istruzione influenzano fortemente la pratica regolare di un’attività fisica. Le persone con maggiori risorse finanziarie generalmente praticano sport più spesso e hanno accesso a una più ampia varietà di discipline. Una realtà che ricorda come lo sport rimanga legato anche a fattori sociali ed economici.

Il quadro generale rimane tuttavia positivo. La pratica sportiva rimane elevata nel confronto internazionale e coinvolge oggi una parte importante della popolazione. In un Paese confrontato con l’invecchiamento demografico, questa evoluzione è seguita da vicino dalle autorità sanitarie, che la considerano un importante fattore di prevenzione per la salute pubblica.

manifestazione davanti a palazzo federale
Una manifestazione davanti a Palazzo federale nell’ottobre 2025 contro le misure di risparmio della Confederazione. Keystone / Peter Klaunzer

Mentre il Parlamento ha appena adottato un vasto programma di risparmi per risanare le finanze federali, la Confederazione potrebbe beneficiare di un aiuto inatteso. Secondo la NZZ, Berna ha aumentato le sue previsioni di entrate derivanti dalla tassazione degli utili delle imprese da 1,8 a 2 miliardi di franchi. Un importo che corrisponde praticamente ai risparmi recentemente decisi dal Parlamento.

Una parte di questo aumento si spiega con entrate eccezionali provenienti dal Canton Ginevra. Ma le autorità osservano anche una forte progressione delle entrate fiscali in diversi cantoni che ospitano grandi multinazionali, in particolare nei settori farmaceutico e del commercio di materie prime.

Questo miglioramento della situazione di bilancio non dissipa tuttavia tutte le preoccupazioni. Una quota crescente delle entrate federali dipende da un numero limitato di grandi aziende. A breve termine, questi miliardi supplementari offrono tuttavia a Berna un maggiore margine di manovra, in un momento in cui il fabbisogno finanziario dell’esercito e delle assicurazioni sociali continua a crescere.

Tradotto dal francese e verificato da Marija Milanovic

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