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Slovenia/Croazia: voto, confermata ampia vittoria sinistra

(Keystone-ATS) Trionfo annunciato in Croazia, colpo di scena in Slovenia. I dati ufficiali definitivi delle elezioni legislative tenutesi ieri nei due paesi balcanici confermano la vittoria delle formazioni di centro-sinistra.

Era attesa in Croazia dove Zoran Milanovic si è affermato con un’ampia maggioranza, ma è giunta del tutto a sorpresa in Slovenia, dove il sindaco di Lubiana Zoran Jankovic si è affermato sul leader conservatore Janez Jansa, dato vincente da tutti i sondaggi. Sia Milanovic che Jankovic tuttavia non avranno un compito facile ad affrontare la crisi coi loro futuri governi.

Con il 28,5 per cento dei voti (corrispondenti a 28 seggi dei 90 del parlamento di Lubiana), Jankovic si è imposto nel voto e sarà con ogni probabilità incaricato di formare il nuovo governo. “A sorpresa, Jankovic nel finale sorpassa Jansa”, titola il quotidiano Delo con riferimento al leader del centro-destra Janez Jansa, favorito dai sondaggi della vigilia, e che ha perso di stretta misura, con il 26,3 per cento dei voti.

Il giornale di Lubiana, vicino alle sinistre, commenta con toni preoccupati che “l’esito di ieri non garantisce la fine dell’instabilità perchè tutto dipende dalla disponibilità di altri partiti a formare un esecutivo stabile e capace di superare la crisi del decisionismo” che ha fatto cadere il governo uscente del premier Borut Pahor.

I suoi Democratici sociali (Ds, centro-sinistra) hanno ottenuto il 10 per cento con 10 deputati, che non bastano, se sommati ai voti della Slovenia Positiva di Jankovic per arrivare alla maggioranza minima di 46 seggi. Il futuro premier sloveno dovrà rivolgersi allora anche a Gregor Virant, centrista di stampo neoliberale, che avrà otto deputati, e probabilmente anche al Partito dei Pensionati (Desus, che ottiene 6 seggi), formazione fortemente contraria alle politiche di tagli alle spese pubbliche. Jankovic si oppone a rapide privatizzazioni, che sono invece auspicate da Virant, e preferisce una gestione corporativistica e statale delle molte società pubbliche slovene.

In Croazia, invece, dove il Partito socialdemocratico (Sdp) insieme ad altri tre partiti minori di stampo liberale e di sinistra incassa il 40 per cento dei voti e una maggioranza sicura di 81 deputati su 151, è già iniziato il toto-ministri. L’accordo pre-elettorale diventa di fatto il programma del nuovo governo, con il principale compito di risanare l’economica e stabilizzare i conti pubblici.

“Vi offro una Croazia migliore”, titola su tutta la prima pagina il Jutarnji list di Zagabria con una enorme foto del premier designato dalle urne. Già ieri gli analisti avevano notato che il discorso di Milanovic al momento della vittoria non era trionfalistico, ma serio, moderato e in parte anche pieno di preoccupazione, per il difficile compito che il nuovo governo deve affrontare, in particolare il debito pubblico e il rilancio dell’economia. Tutti sono concordi nel constatare che la premier uscente, Jadranka Kosor, capo dell’Unione democratica croata (Hdz, conservatori), crollatA dal 36 per cento di quattro ani fa al 23 per cento di ieri, abbia sbagliato a non congratularsi con il suo rivale e ad accusare la stampa per la sconfitta del suo partito.

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