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Swissquote sempre in crescita, presto salirà di livello per Finma

Keystone-SDA

Swissquote continua a crescere a ritmi elevati: nel primo semestre il gruppo attivo nei servizi finanziari su internet ha visto salire in modo netto profitti e ricavi.

(Keystone-ATS) Aumentando di grandezza l’istituto si appresta anche a passare a un livello superiore di controlli da parte della Finma, l’autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari.

Stando ai dati diffusi di primo mattino nella prima parte dell’anno i proventi si sono attestati a 358 milioni di franchi, il 13% in più dello stesso periodo del 2024. L’istituto ha potuto approfittare della volatilità del mercati finanziari, che ha causato un maggior volume di contrattazioni: i ricavi delle commissioni sono così aumentati del 26%, quelli delle criptovalute del 23%.

Il risultato ante-imposte è progredito del 9% a 185 milioni e un incremento di un analogo 9% è stato osservato anche per l’utile netto, salito a 158 milioni. Importanti passi avanti sono stati compiuti anche in materia di afflussi di denaro (+36% a 5 milioni) e di fondi della clientela (+18% a 80 milioni).

Visto il buon andamento degli affari il gruppo ha ritoccato al rialzo le previsioni per l’insieme dell’esercizio, che ora vertono su proventi per 700 milioni e profitti prima delle imposte di 365 milioni (in precedenza 675 e 355 milioni). L’app finanziaria Yuh – lanciata quattro anni or sono insieme a PostFinance e nel 2025 rilevata interamente da Swissquote – è ormai redditizia.

La crescita avrà conseguenze anche in materia di sorveglianza. La stessa azienda fa sapere oggi che nei prossimi 12-24 mesi la società potrebbe salire di un gradino nei controlli praticati dalla Finma: passerebbe infatti dalla categoria 4 (partecipante al mercato di medie dimensioni; rischio medio) alla 3 (partecipante al mercato grande e complesso; rischio significativo). Questo in virtù della somma di bilancio, che negli ultimi 12 mesi è salita di 3,1 miliardi a 14,4 miliardi di franchi: la soglia per la nuova valutazione da parte dell’autorità di vigilanza è di 17 miliardi.

L’adeguamento verso l’alto comporta soprattutto requisiti più elevati in termini di coefficiente patrimoniale, che passerà dall’attuale 11,2% al 12,0%. Alla fine di giugno il dato di Swissquote era pari al 27,4%, un valore che non tiene però ancora conto dell’acquisizione completa di Yuh. La dirigenza vede di buon occhio l’imminente rivalutazione: a suo avviso riflette la crescente importanza dell’azienda per il settore finanziario.

Alla borsa di Zurigo l’azione Swissquote è partita oggi in rialzo, per poi virare però subito in negativo nella misura di circa l’1%. Va detto che il titolo è stato protagonista di un andamento di tutto rispetto negli ultimi mesi: da inizio gennaio il corso è salito del 50% e sull’arco di un anno si registra +79%. Se poi si estende lo sguardo a un periodo di un lustro la performance è da fuochi d’artificio: +527%.

Iscritta nel registro di commercio dal 1999, Swissquote si definisce il principale operatore elvetico attivo nell’online banking. Attraverso i suoi server vengono negoziati oltre 3 milioni di prodotti finanziari, dalle azioni alle criptovalute. La società è attiva anche nel settore delle carte di credito, nel leasing e nelle ipoteche. L’impresa ha sede a Gland (VD) e succursali a Zurigo, Londra, Lussemburgo, Malta, Bucarest, Cipro, Dubai, Città del Capo, Singapore e Hong Kong. Il gruppo è stato quotato nel 2000 e dal 2001 la società Swissquote Bank dispone di una licenza bancaria.

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