Tunisia: 6 morti e 8 feriti in attacco a sinagoga Ghriba
(Keystone-ATS) È di sei morti, tra cui l’attentatore, e otto feriti il bilancio di un attacco sferrato ieri sera contro la sinagoga di Ghriba, in Tunisia, da un ufficiale della Guardia nazionale che, poco prima, aveva ucciso un collega a 21 chilometri di distanza.
I fatti sono avvenuti nell’ultimo giorno del tradizionale pellegrinaggio ebraico che ogni anno vede riuniti sull’isola di Djerba migliaia di fedeli di religione ebraica.
Il ministero dell’interno ha confermato che l’attentatore ha dapprima ucciso un suo collega ad Aghir, il cui corpo è stato trovato poco dopo privo dell’arma d’ordinanza. L’omicida si sarebbe poi diretto verso il tempio, cercando di avvicinarvisi “sparando colpi casuali alle unità di sicurezza a difesa del luogo di culto. Gli agenti schierati gli hanno impedito di farlo e lo hanno eliminato”.
Una fonte medica dell’ospedale regionale Sadok Mokadem ha detto che un ufficiale ricoverato in gravi condizioni sarà trasportato all’ospedale militare di Tunisi perché affetto da un’emorragia alla testa. Altri due sono stati operati con successo, ha aggiunto la stessa fonte. I feriti ricoverati sono 8 (4 agenti e 4 civili).
Quanto alle due vittime civili, si tratta di due cugini di fede ebraica, Aviel e Benjamin Haddad. Stando a Mosaique Fm, il primo, 30 anni, era un noto gioielliere di Houmet Souk e suo cugino di 42 anni risiedeva in Francia ma era anche lui originario di Djerba, ed era tornato nell’isola proprio per partecipare al tradizionale pellegrinaggio ebraico di Ghriba. Secondo il ministero degli esteri israeliano una delle due vittime era anche cittadino israeliano.
Il ministero dell’interno ha indicato che le indagini sono ancora in corso per scoprire “le cause di questo vile attacco”, ha aggiunto il ministero senza menzionare la parola “terrorismo”.
Secondo gli organizzatori, più di 5’000 pellegrini ebrei, principalmente dall’estero, hanno preso parte quest’anno al pellegrinaggio alla Ghriba, la sinagoga più antica dell’Africa, ripreso lo scorso anno dopo un’interruzione di due anni a causa dell’epidemia di Covid-19.
Organizzato ogni anno il 33° giorno di Pasqua, il pellegrinaggio di Ghriba è al centro delle tradizioni dei tunisini di fede ebraica, che non superano i 1’500 all’anno, per lo più stabiliti a Djerba, contro i 100’000 prima dell’indipendenza nel 1956.
Altri pellegrini giungono tradizionalmente da vari paesi europei, Stati Uniti o Israele. Il loro numero è stato drasticamente ridotto dopo un attentato suicida contro la sinagoga nel 2002, che ha provocato la morte di 21 persone.