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BERNA - La Svizzera ha retto meglio la crisi economica rispetto alla maggior parte dei paesi industrializzati. Inoltre, negli ultimi dodici mesi, il settore dell'esportazione elvetica ha registrato un notevole incremento. È quanto emerge dal rapporto sulla politica economica estera per il 2010, approvato oggi dal Consiglio federale.
Ad essere decisivi per la crescita delle esportazioni sono stati, oltre alla ripresa dell'economia mondiale, il costante sviluppo degli accordi internazionali, le riforme delle istituzioni internazionali e, soprattutto, la stabilità delle condizioni quadro in Svizzera, si legge in una nota della Segreteria di Stato dell'economia (Seco).
Attraverso la propria politica di libero scambio, il governo intende ora orientare sempre più l'export elvetico verso i Paesi emergenti più dinamici. Fra questi figura la Cina, con la quale la Svizzera ha ultimato uno studio di fattibilità concernente un accordo di libero scambio bilaterale. L'avvio dei relativi negoziati è previsto per l'inizio del 2011.
Lo scorso anno sono inoltre stati siglati accordi nel quadro dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) con Perù e Ucraina, mentre sono entrati in vigore quelli sottoscritti con Serbia e Albania. Sono pure proseguiti i negoziati AELS con India e Hong Kong, mentre altri dovrebbero essere avviati il prossimo anno (Unione doganale Russia-Bielorussia-Kazakistan, Indonesia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro).
Dopo l'insuccesso del ciclo di Doha, prosegue la nota, eventuali passi avanti nel 2011 dipenderanno da quanto le proposte politiche formulate a novembre durante il G20 troveranno una realizzazione concreta. Da parte sua la Svizzera si è candidata a un posto nel Consiglio d'amministrazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) dal 2011 al 2014, con l'obiettivo di incentivare la cooperazione con altri organi internazionali.

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SDA-ATS