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TEL AVIV - Tafferugli fra coloni e polizia israeliana sono divampati oggi nell'insediamento ebraico di Yitzhar, in Cisgiordania, durante un blitz seguito al fermo temporaneo di alcuni coloni sospettati d'aver compiuto negli ultimi mesi diversi atti di violenza contro palestinesi.
Gli scontri sono scoppiati quando la polizia è intervenuta per eseguire il sequestro di una ruspa usata, secondo le autorità, per attività edilizie condotte in violazione della moratoria di 10 mesi imposta dal governo d'Israele alle colonie della Cisgiordania per favorire la ripresa del processo di pace con i palestinesi promossa dagli Usa. I coloni hanno reagito con rabbia: dapprima aggredendo poliziotti e funzionari, poi negando qualsiasi violazione edilizia e accusando le autorità di aver ordito "una congiura" contro di loro.
Poche ore prima sette abitanti dello stesso insediamento, incluse figure di spicco della comunità, erano state arrestate - e rapidamente rilasciate - nell'ambito delle indagini su una serie di 'spedizioni punitive' compiute di recente in zone arabe vicine e culminate nel tentato incendio della moschea d'un villaggio, nella profanazione di un'altra, nella devastazione di uliveti di proprietà palestinese.
Yitzhar è da tempo uno dei covi dell'ala più violenta del movimento dei coloni. Da qui sono scaturiti numerosi attacchi a palestinesi - presentati dai coloni ultrà come ritorsioni contro atti ostili subiti -, ma anche iniziative sfociate in tensioni con la polizia o i militari israeliani.

SDA-ATS