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Il gruppo bancario francese Credit Agricole è in buona salute finanziaria, non avrà bisogno di aumenti di capitale per rientrare nei parametri di Basilea3 e non ha alcuna fretta di vendere le proprie quote in Intesa Sanpaolo. È questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dai vertici della società nella conferenza stampa di presentazione dei risultati 2010, che mostrano un progresso di oltre il 30% degli utili, a 3,6 miliardi di euro.

"Non abbiamo intenzione di cedere la partecipazione domani o dopodomani", ha dichiarato ai giornalisti l'amministratore delegato Jean-Paul Chifflet, sottolineando che il management della 'banca verde' ha "l'abitudine di gestire nella durata". Al momento, ha spiegato con una metafora meteorologica, "c'è maltempo" nei cieli finanziari, quindi per cedere si preferisce aspettare il ritorno "del bello", ovvero di un corso di Borsa più soddisfacente. L'azienda francese infatti, ha ribadito il direttore finanziario Bertrand Badrè, "non ha mai avuto un obbligo" di vendere, ma solo di fare un passo indietro nella governance, cosa che è avvenuta nel dicembre scorso con l'uscita dal consiglio di gestione.

Agricole resta comunque "in posizione di vendita" sulle quote di Intesa Sanpaolo, ma a un prezzo fissato a 4,2 euro per azione, quasi il doppio dell'attuale valore del titolo, che supera di poco i 2 euro. "Sarebbe una bella opportunità se si arrivasse a quel livello", ha affermato Chifflet, ricordando che attualmente la banca verde detiene il 4,79% dell'istituto italiano, a un valore di carico di 2,14 euro per azione.

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SDA-ATS