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ROMA - Riforma fiscale, federalismo, primato della politica sulla giustizia: il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi ha presentato oggi alla Camera dei deputati i grandi temi che intende affrontare il governo nei prossimi mesi. Sui dissidi interni alla maggioranza il premier ha parlato di "un legittimo dibattito", cui deve però seguire l'unità: "non ci sono alternative a questo governo".
"L'obiettivo del governo è ridurre la pressione fiscale e disboscare la grande giungla di un sistema fiscale rimasto invariato nelle sue parte fondamentali, fin dalla riforma dei primi anni 70, tenendo conto delle esigenze del bilancio pubblico e sulla base della lotta evasione: senza creare deficit il governo intende intervenire entro la legislatura al varo di norme con revisione su famiglie lavoro, ricerca", ha Berlusconi nel suo intervento a Montecitorio.
"Il federalismo fiscale è stato votato nel suo percorso non solo dalla maggioranza ma da quasi tutte le forze di opposizione e non prevede la benchè minima ipotesi di divaricazione tra Sud e Nord: è vero il contrario. Il federalismo sarà la cerniera unificante del Paese e a vantaggio di tutte le aree e soprattutto del Sud", ha aggiunto.
Sul fronte polico Berlusconi ha sostenuto che bisogna "ritessere il filo della coesione nazionale", togliendo il "filo dei rancori personali". "Dobbiamo ripartire senza compromessi al ribasso. Ciascuno deve fare la sua parte, con senso di responsabilità e praticando il rispetto avversario al posto della faziosità. Lo dissi anche ad Onna: dobbiamo lasciarci alla spalle i residui della guerra fredda e degli schieramenti ideologici". "Vedo troppo odio in giro, un odio che può armare la mano dell'eversione".
Altolà anche alla giustizia: "la politica ristabilica il suo primato": "il legislatore fa le leggi e il magistrato le applica". Ma occorre anche ridurre la "piaga" dei processi troppo lunghi: "il governo presenterà a breve un piano straordinario per lo smaltimento dei processi".
Giudizio positivo sull'azione di governo: per affrontare la crisi economica internazionale "l'Italia aveva bisogno di rigore e credibilità e lo ha fatto mantenendo in ordine i conti pubblici e salvaguardando i redditi delle famiglie: abbiamo fatto la scelta giusta". "Abbiamo evitato i licenziamenti di massa, tutelato i lavoratori maggiormente colpiti rendendo più flessibile lo strumento della cassa-integrazione, esteso gli ammortizzatori ai lavoratori precari e a tanti altri come gli apprendisti, gli interinali".
Sul fronte sicurezza la lotta alla crimanalità "è senza tregua", "lo stato c'è": "mai nella storia della Repubblica sono stati inferti tanti colpi alla mafia e alla criminalità organizzata". "Abbiamo approvato - aggiunge - la normativa antimafia più efficace al mondo per contrastare la criminalità organizzata". E per quanto riguarda l'immigrazione gli sbarchi sono stati ridotti "dell'88%".
Il governo al sud vuole però anche investire. "Saranno triplicati gli interventi sul Mezzogiorno nei prossimi anni con investimenti per 21 miliardi di euro pari al 40% di quelli tutali, raggiungendo nel 2013 alcuni risultati importanti come il completamento del Salerno-Reggio Calabria". E non solo: "entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo del ponte sullo stretto su Messina", progetto che "i governi della sinistra avevano liquidato in cinque minuti".
Il premier ha poi concluso con un appello agli alleati ad andare avanti con il programma delle riforme. "Non ci sono alternative, abbbiamo il dovere di andare avanti". Non è mancato però anche un invito ai "moderati di tutti i partiti" per il lavoro comune.
Per ascoltare il presidente del consiglio in aula c'era il tutto esaurito, così come nelle tribune della stampa e del pubblico. Il discorso è stato sottolineato da numerosi applausi scroscianti.
Seguirà ora un dibattito di quattro ore, con alle 16.30 la replica del premier. Poi vi saranno le riunioni dei gruppi parlamentari e alle 19 il voto di fiducia.

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SDA-ATS