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Italia: pacco esplosivo ad ambasciata svizzera, un ferito grave

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2010 - 16:20
(Keystone-ATS)

ROMA - Un pacco esplosivo recapitato presso l'ambasciata svizzera a Roma ha provocato il grave ferimento alle mani di un addetto della sede diplomatica. L'uomo è stato trasportato in ospedale ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma la sua vita non è in pericolo. Sempre nella capitale italiana una seconda esplosione all'ambasciata del Cile ha provocato il ferimento di un addetto della sede diplomatica. Dopo quanto accaduto sono state avviate verifiche in tutte le ambasciate e sedi diplomatiche a Roma.
Il pacco bomba recapitato all'ambasciata del Cile a Roma era contenuto in una busta gialla identica a quella che conteneva l'altra bomba e che è stata recapitata all'ambasciata svizzera. Si trattava, secondo quanto si apprende da fonti investigative, di un pacco piccolo delle dimensioni di una videocassetta. L'esplosione è avvenuta presso l'ufficio smistamento della posta al piano terra dell'ambasciata.
L'addetto alla sede diplomatica svizzera - 53 anni - sarebbe stato investito dall'esplosione a mezzogiorno subito dopo aver aperto il pacco. L'impiegato è stato portato all'ospedale Umberto I dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico alle mani gravemente lesionate, in particolare la sinistra secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa italiana Adnkronos.
L'addetto alla posta coinvolto dall'esplosione del pacco bomba è ferito "in maniera seria ma non è in pericolo di vita", ha riferito l'ambasciatore elvetico nella capitale italiana Bernardino Regazzoni facendo il punto della situazione con i giornalisti. "Siamo in contatto permanente con l'ospedale", ha sottolineato, stando a quanto riferice l'Adnkronos. "Le forze dell'ordine sono all'opera fin dai primissimi minuti", ha sottolineato, spiegando che gli investigatori stanno raccogliendo tutti gli elementi utili per le indagini. "Non c'è al momento alcuna rivendicazione", ha detto ancora l'ambasciatore Regazzoni.
Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo sull'accaduto. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo, procede per il reato di attentato con finalità di terrorismo.
A quanto apprende l'Adnkronos le piste investigative aperte dopo l'esplosione puntano sugli ambienti dell'anarchismo di matrice ecoterroristica.
Tra le possibilità al vaglio degli inquirenti, infatti, c'è anche quella che ipotizza un attentato elaborato da gruppi anarco-insurrezionalisti in riferimento alla vicenda carceraria di alcuni esponenti della galassia anarchica attualmente detenuti nelle carceri elvetiche. Tra questi figura anche Marco Camenisch, militante rivoluzionario antinucleare svizzero, negli anni '90 più volte detenuto in Italia e successivamente, nel 2002, estradato in Svizzera.

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