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Italia: scontri Roma; gip, 9 in carcere, 2 domiciliari, uno fuori

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 ottobre 2011 - 07:16
(Keystone-ATS)

Nove manifestanti arrestati sabato a Roma durante gli scontri resteranno in carcere, per due imposti gli arresti domiciliari mentre uno torna libero. Questo quanto deciso dal giudice per le indagini preliminari (gip) del tribunale di Roma dopo oltre sei ore di camera di consiglio.

Appresa la notizia dai legali, i numerosi parenti degli arrestati presenti fuori Regina Coeli sono scoppiati a piangere. Tra coloro che resteranno in carcere anche una ragazza 21enne. L'unico a tornare in libertà è un romano, anch'egli di 21 anni, per il quale il pm aveva già chiesto, a differenza degli altri, gli arresti domiciliari.

La decisione è stata l'epilogo di una lunga giornata di interrogatori nel corso dei quali tutti hanno respinto le accuse.

"I ragazzi fermati rischiano di essere capri espiatori, in carcere ci sono degli innocenti, vivono male e soffrono il sovraffollamento - ha commentato Fabrizio Gallo, legale di uno dei ragazzi - il mio assistito non ha sfondato vetrine, non ha saccheggiato, solo rimandato indietro un fumogeno".

Le indagini intanto proseguono per identificare altri responsabili dei disordini. In particolare, gli accertamenti si starebbero concentrando anche su alcuni esponenti dei gruppi ultras di Lazio e Roma che potrebbero essere tra coloro che hanno dato l'assalto al blindato dei carabinieri dato alle fiamme e degli atti vandalici nella chiesa di San Marcellino, dove è stata anche distrutta una statua della Madonna.

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