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Lavoro precario: interessa 140'000 persone, il 3,3% del totale

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 ottobre 2010 - 10:39
(Keystone-ATS)

BERNA - Nel 2008 circa 140'000 persone, pari al 3,3% della popolazione attiva, lavorava in situazione di precariato: lo rivela uno studio pubblicato oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), che mette in luce anche un aumento (+0,4%) di questo tipo di impieghi rispetto al rilevamento precedente, effettuato nel 2002.
A crescere sono soprattutto rapporti di lavoro di durata limitata (59'000 persone) e il lavoro su chiamata (56'000). A rischio sono le donne, i giovani, gli stranieri e le persone che dispongono di una formazione insufficiente, afferma la ricerca realizzata dall'ufficio ECOPLAN su mandato della Commissione di sorveglianza dell'assicurazione contro la disoccupazione.
Tuttavia, grazie all'elevata permeabilità del mercato del lavoro, le persone interessate rimangono solo per breve tempo in una situazione di precariato. Per quanto riguarda le peculiarità regionali va segnalato il fatto che oggi i contratti atipici interessano più o meno nella stessa misura la Svizzera tedesca e Romandia/Ticino (considerate come un tutt'uno nello studio), mentre negli anni 90 quest'ultima zona presentava una percentuale più elevata di precariato. Stando ai ricercatori ciò potrebbe essere dovuto al fatto che il lavoro su chiamata si sta fortemente espandendo nella Svizzera tedesca.

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