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Le autorità libiche si apprestano a liberare all'inizio della settimana prossima un numero imprecisato di militanti islamici detenuti da anni nelle carceri di Tripoli, a pochi giorni dalle manifestazioni anti-regime convocate via Internet dalle opposizioni libiche sulla scia dei disordini in Tunisia e in Egitto. Lo scrive il quotidiano panarabo al Hayat.

Al Hayat cita Abu Suhayb al Libiy, uno dei leader della Jumaa Islamiya combattente, sigla di spicco del fronte islamico radicale libico, che dalla sua abitazione londinese conferma che i servizi di sicurezza di Tripoli hanno comunicato ai suoi compagni in prigione che saranno rilasciati tra lunedì e martedì prossimi, in corrispondenza con il Natale musulmano.

Non vi sono attualmente conferme di un eventuale legame tra questa decisione e il tentativo del regime del colonnello Muammar Gheddafi di impedire o sabotare le manifestazioni delle opposizioni convocate per giovedì prossimo 17 febbraio, in corrispondenza dell'anniversario dei sanguinosi disordini avvenuti a Bengasi nel 2006.

Il giornale ricorda che nelle carceri libiche dagli anni '90 sono detenuti 345 miliziani islamici, tra cui figurano membri della Jumaa Islamiya combattente. A partire dal 2009, i leader del gruppo in carcere e all'estero si erano impegnati per iscritto con lo stesso Gheddafi a non seguire più la strada della violenza, prendendo esplicitamente le distanze dal terrorismo di matrice qaedista.

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SDA-ATS