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Mondiali calcio: scandalo su attribuzione si allarga

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 ottobre 2010 - 16:12
(Keystone-ATS)

LONDRA - Si allarga lo scandalo della corruzione per l'assegnazione dei mondiali di calcio: nella bufera finisce anche l'ex segretario generale della Fifa Michel Zen-Ruffinen, che avrebbe nominato diversi alti funzionari pronti ad accettare tangenti in cambio dei voti a favore delle città candidate ad ospitare la coppa del mondo del 2018 e del 2022.
Lo scrive il "Sunday Times" nella seconda puntata dell'inchiesta lanciata dal giornale e che ha già portato all'apertura di un'indagine da parte della Fifa e della sospensione dei due membri della federcalcio internazionale coinvolti.
Sul suo sito web il domenicale mostra un video girato di nascosto in un ristorante di Ginevra. Nelle immagini si vede Zen-Ruffinen parlare con giornalisti - che si sono fatti passare per lobbisti di un consorzio favorevole a portare i mondiali negli Stati Uniti - di membri del comitato esecutivo della Fifa sensibili alla corruzione.
I nomi sono incomprensibili. "X è un brav'uomo ma è molto pronto a toccare denaro", dice Zen-Ruffinen. E in un altro caso: "Y è pronto a farsi pagare, possiamo andare nella sua città e parlargli, non c'è problema". Di un terzo membro della Fifa, si dice che "non lo compri con i soldi, servono le ragazze". Un quarto viene descritto come "il gangster peggiore di tutti" per comprare il quale servirebbe almeno mezzo milione di dollari.
L'ex segretario generale della Fifa ed ex braccio destro del presidente Sepp Blatter ha detto al "Sunday Times" di essere "completamente contro" la corruzione, di essersi semplicemente offerto di presentare persone e ha minacciato querela.
Lo scoop di oggi è la seconda puntata dell'inchiesta del "Sunday Times", che ha già indotto la Fifa a sospendere due membri del comitato esecutivo, il nigeriano Amos Adamu e il tahitiano Reynald Temarii, sospettati di aver ricevuto tangenti in relazione ai mondiali del 2018.

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