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Mumbai: unico imputato vivo di gruppo terrorista nega tutto

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 dicembre 2009 - 13:46
(Keystone-ATS)

NEW DELHI - Il giovane pakistano Ajmal Kasab, unico membro del gruppo terroristico che il 26 novembre 2008 sbarcò a Mumbai sparando all'impazzata e causando in tre giorni oltre 170 morti, ha negato oggi in tribunale di essere mai stato presente sul luogo dell'attacco e di non avere assolutamente ucciso tre ufficiali di polizia come sostiene l'accusa. Lo riferisce l'agenzia di stampa indiana Pti.
Rispondendo a una domanda del giudice che lo processa da otto mesi a Mumbai, Kasab ha detto: "Non c'é ragione di chiedermi se io ho ucciso i tre perché in realtà non sono mai stato là".
L'imputato ha negato anche di essere mai stato nella stazione di Mumbai, nell'ospedale Cama, a Girgaum Chowpati, dove fu arrestato dalla polizia, e ha detto di non aver mai sequestrato una auto mentre era in fuga perché, ha assicurato, "ero già nelle mani della polizia da tre giorni quando l'attacco terroristico è avvenuto".
Solo dopo, ha aggiunto, "sono stato portato sul luogo con un veicolo della polizia che aveva bisogno di un imputato" somigliante a uno dei terroristi uccisi in azione, Abu Alì.
A una domanda riguardante la ferita d'arma da fuoco procuratasi al braccio quel giorno, Kasab ha risposto che "é stata la polizia che me l'ha fatta". Infine il giovane ha sostenuto che l'obiettivo che l'aveva portato a Mumbai dal Pakistan era "l'ambizione di poter lavorare nel cinema di Bollywood" insieme ad amici che già erano là.

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