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WASHINGTON - Roman Polanski chiede di essere condannato in contumacia. Attraverso i suoi avvocati il cineasta, agli arresti domiciliari in Svizzera in seguito alla richiesta di estradizione presentata nei suoi confronti dalle autorità americane per una vicenda di abusi sessuali su una 13enne che risale al 1977, ha presentato ieri alla Corte di Los Angeles una lettera in cui chiede "un giudizio contro di lui", ma in sua assenza.
Nel documento il regista scrive: "chiedo che venga pronunciato un giudizio contro di me in mia assenza". La lettera, che è stata accolta dal giudice della Superior Court della Los Angeles County, è stata scritta da Gstaad (BE), dove Polanski si trova agli arresti domiciliari.
Il giudice Peter Espinoza ha accettato la lettera, ma ha precisato che si riserva di decidere. Ha inoltre chiesto ai legali del regista franco-polacco di inoltrare una motivazione scritta della richiesta e fatto intendere che potrebbe attendere la prossima mossa della autorità elvetiche. Una nuova udienza sul caso è stata fissata per il 22 gennaio.
La procura ha fatto sapere che si opporrà a una condanna se l'interessato non si troverà in aula di persona. Il sostituto procuratore David Walgren ritiene che Polanski dovrebbe tornare in California e non continuare a difendersi "nel suo confortevole chalet svizzero nelle Alpi". "Se vuole accelerare il procedimento può rinunciare ad attendere l'estradizione e venire qui", ha ancora affermato Walgren.

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SDA-ATS