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Sanità: Usa; superbatterio in 20 Stati, primi casi fuori Usa

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2010 - 19:26
(Keystone-ATS)

WASHINGTON - Un tipo di superbatterio resistente a tutti gli antibiotici in commercio, che usualmente colpisce i pazienti di ospedali e case di cura ed è letale nel 30-60% dei casi, si è diffuso in più di 20 Stati americani e inizia a farsi strada fuori dagli Stati Uniti.
L'allarme viene lanciato da Neil Fishman direttore di epidemiologia dell'università di Pensylvania che, in una intervista al quotidiano 'Usa Today', precisa: "Medici israeliani stanno combattendo una esplosione di casi di questo tipo a Tel Aviv, dove il batterio sembra sia stato portato da un paziente proveniente dal New Jersey. E non abbiamo più nemmeno un antibiotico che riesca a funzionare contro questi super-germi".
I batteri in questione hanno un gene che induce la produzione di un enzima capace di disattivare gli antibiotici 'carbapenam', considerati il trattamento finale per i casi che non rispondono ad altri antibiotici.
L'enzima "colpevole" è chiamato in sigla 'KPC' e secondo gli ultimi dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) oltre l'8% dei casi di infezioni con questi batteri sono oggi resistenti, contro l'1% di 10 anni fa.

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