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Usa: no Corte suprema a revoca bando soldati gay

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2010 - 20:33
(Keystone-ATS)

NEW YORK - La Corte suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di rimuovere la "don't ask don't tell", la legge americana che vieta al Pentagono di arruolare nelle forze armate una persona dichiaratamente omosessuale.
In base alla legge "don't ask don't tell" (non chiedere non dire), in vigore da 17 anni, al momento dell'arruolamento non viene chiesto alla potenziale recluta il suo orientamento sessuale.
Da mesi è in corso negli Stati Uniti un contenzioso sulla rimozione del divieto. Un giudice della California si era recentemente espresso per l'incostituzionalità della legge, ma una Corte Superiore della California aveva accolto un appello presentato dall'amministrazione Obama in cui si chiede di sospendere la decisione del giudice, in attesa che sulla materia si pronunci il Congresso con una nuova legge.
L'amministrazione Obama è favorevole alla revoca della "don't ask don't tell", ma preferisce che la legge sia superata con una nuova legge, e non per via giudiziaria.
La decisione della Corte Suprema di oggi riguarda una richiesta presentata dalla Log Cabin Republicans, un'associazione per la tutela dei diritti degli omosessuali, che chiedeva appunto la sospensione della legge.
Di fatto la decisione dell'Alta Corte consente al ministero della Difesa americano di continuare a vietare ad una persona che si dichiari apertamente omosessuale di entrare nelle forze armate.

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