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Ue, ok piano Juncker con flessibilità già esistente

(Keystone-ATS) Via libera della Ue ieri sera al piano Juncker che crea un nuovo fondo per gli investimenti strategici (Efsi) con lo scopo di mobilitare 315 miliardi di euro nel 2015-2017. L’Ue “prende nota della posizione favorevole” indicata dalla Commissione verso i contributi dei Paesi, “necessariamente in linea con la flessibilità” esistente.

“La Commissione presenterà una proposta a gennaio 2015, che il Consiglio è chiamato ad approvare entro giugno, in modo che i nuovi investimenti del piano Juncker possano essere attivati al più presto a metà 2015”: così le conclusioni del summit Ue. La Banca europea d’investimenti è “invitata a cominciare le attività utilizzando i suoi fondi da gennaio 2015.

L’Europa segna quindi un nuovo traguardo sulla strada della crescita. Un “primo passo, non certo l’ultimo, ma buono” secondo il premier italiano Matteo Renzi, soddisfatto del riferimento alla flessibilità che “per la prima volta” l’Europa lega agli investimenti, nero su bianco.

E nonostante i margini per la spesa non si allarghino di molto, perché la Germania agita il moloch del Patto di stabilità e ribadisce che non si cambia, l’Europa può andare avanti con quello che anche per il presidente della Bce Mario Draghi è un passo avanti importante per ridare fiducia nell’Eurozona.

Qualcuno, spiega Renzi, voleva addirittura togliere il riferimento alla flessibilità. Juncker circoscrive ancora di più quel riferimento: si applica solo se, a causa del contributo al piano, un Paese si ritrovasse in violazione del Patto. Ovvero: se un Paese già lo viola per altri motivi, questo non impedirebbe alla Commissione di aprire una procedura, come le regole prevedono. I contributi nazionali al fondo previsto dal piano Juncker “devono avvenire nell’ambito delle regole del Patto di stabilità, con la flessibilità prevista”, sottolinea la cancelliera tedesca Angela Merkel nella conferenza stampa alla conclusione del vertice europeo.

La Bce, spiega Draghi, “accoglie con favore il piano Juncker” che può “contribuire ad aumentare la fiducia nella zona euro” e può essere “molto efficace” a tre condizioni: attuazione rapida, investimenti con elevato ritorno e opportunità per spingere le riforme strutturali.

Il vertice europeo tenuto a Bruxelles si è concluso ieri sera e oggi non ci sarà una seconda giornata di lavori come inizialmente previsto. Lo ha annunciato ieri sera con un Tweet il neo presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

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