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VD: consigliera di Stato Dittli vuole finire legislatura

Keystone-SDA

La consigliera di Stato vodese Valérie Dittli, citata in diversi rapporti e oggetto di un'indagine penale per abuso d'autorità, ha ribadito oggi che non intende dimettersi. Ha assicurato di non rimanere in carica per percepire una rendita a vita.

(Keystone-ATS) “Vorrei concludere questa legislatura riportando al centro le vere questioni, quelle che interessano la popolazione”, ha dichiarato Dittli in un’intervista pubblicata da “Le Matin Dimanche”, sottolineando di poter contare su “un bilancio positivo, sia per quanto riguarda l’agricoltura, il digitale o la sostenibilità”.

Respinge l’accusa secondo cui non si dimetterebbe per percepire la rendita vitalizia di 39’000 franchi all’anno, qualora si ricandidasse l’anno prossimo senza essere eletta. “Se le circostanze mi dessero diritto a tale rendita, vi rinuncerei comunque”.

“Ho 33 anni. Ho una buona formazione. Ho ancora davanti a me la maggior parte della mia vita professionale”, ha aggiunto. “L’idea che io rimanga in carica per percepire una rendita non corrisponde né alle mie convinzioni né ai valori liberali del Centro”.

Ministra sotto pressione

La consigliera di Stato vodese è più che mai sotto pressione dalla pubblicazione, in aprile, del rapporto dell’ex giudice cantonale Jean-François Meylan. Secondo il rapporto, la ministra avrebbe effettivamente concluso un accordo confidenziale con l’ex presidente della commissione fondiaria rurale affinché una denuncia penale a suo carico – per calunnia e abuso d’autorità – fosse ritirata, senza avvisare il Consiglio di Stato.

L’accordo prevedeva anche la concessione di 10’000 franchi di denaro pubblico al querelante. Accusata di aver mentito e nascosto informazioni, non gode più della piena fiducia del governo, che sottolinea addirittura che sarà difficile ripristinarla.

Per quanto riguarda le spese legali a carico dello Stato, Dittli ha sottolineato tramite le pagine del domenicale che lei è chiamata in causa non in qualità di cittadina, ma come capo dipartimento nell’esercizio delle sue funzioni. “È quindi logico che lo Stato si faccia carico delle spese del contenzioso”.

Secondo la presidente del Consiglio di Stato Christelle Luisier, l’importo a carico del Cantone ammonta a 79’956,85 franchi. Tale importo comprende le spese del contenzioso con l’ex presidente della Commissione fondiaria rurale e quelle del procedimento per abuso d’autorità.

Risoluzione del Gran Consiglio

La signora Dittli afferma di voler “semplicemente governare, svolgere il (suo) lavoro con una leadership responsabile e osare porre domande in una struttura abituata a funzionare diversamente”. “Il mio ruolo non è semplicemente quello di preservare le abitudini, ma anche di chiedere chiarimenti quando ciò si rivela necessario”, ha aggiunto.

Il Gran Consiglio vodese ha votato ad aprile una risoluzione che invita formalmente la consigliera di Stato 33enne a dimettersi. Anche se il testo è soprattutto simbolico, voleva essere “un messaggio forte” affinché la ministra prendesse questa decisione di propria iniziativa.

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