The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Amnesty critica restrizioni al diritto di manifestare in Svizzera

Amnesty International (AI) è preoccupata per l'erosione della libertà di manifestare in Svizzera. Questo "baluardo centrale contro l'arbitrio e l'ingiustizia" dovrebbe essere particolarmente protetto di fronte all'aumento dell'odio e dell'autoritarismo, afferma.

(Keystone-ATS) Alcuni cantoni hanno recentemente limitato la libertà di manifestare, osserva l’organizzazione per i diritti umani nel suo rapporto annuale pubblicato martedì. A Zurigo, una nuova legge richiede un’autorizzazione preventiva per le manifestazioni e consente di fatturare i costi della polizia agli organizzatori.

A Ginevra non è più possibile sfilare quando e dove si vuole. Il Consiglio di Stato ha deciso di intervenire in risposta all’aumento delle manifestazioni a sfondo politico nel centro della città, che causa l’esasperazione dei negozianti. Inoltre, gli studenti di diverse scuole sono stati minacciati di sanzioni e procedimenti giudiziari per aver partecipato a manifestazioni contro la guerra a Gaza.

“La libertà di espressione e il diritto di riunione pacifica sono i pilastri di una società democratica e un test reale del vero impegno della Svizzera per i diritti umani”, ha dichiarato Alexandra Karle, direttrice di AI Svizzera, citata in un comunicato.

Tradizione umanitaria

Il rapporto critica inoltre la Svizzera per due decisioni controverse: la sua “esitazione” nel conformarsi alla sentenza della Corte europea dei diritti umani a favore delle Anziane per il clima e la sospensione degli aiuti umanitari all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) durante la guerra a Gaza.

Nel maggio 2024, dopo mesi di polemiche, il Consiglio federale ha deciso di versare 10 milioni di franchi all’UNRWA mentre per il 2024 erano stati stanziati 20 milioni di franchi a questo scopo.

A settembre, il Consiglio Nazionale ha appoggiato la proposta dell’UDC di sospendere i contributi all’organizzazione. Lo scorso marzo però il Consiglio degli Stati si è rifiutato di seguire la Camera del popolo. Per il momento, quindi, la Svizzera non sospende i versamenti all’agenzia ONU.

Per Amnesty “questo atteggiamento indebolisce la tradizione umanitaria della Svizzera e mette in discussione il suo impegno nei confronti del diritto internazionale. Le autorità svizzere devono svolgere un ruolo diverso sulla scena internazionale e difendere inequivocabilmente il sistema globale di protezione dei diritti umani”, sottolinea Alexandra Karle.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR