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Capo Cia, abbandonare Kiev sarebbe autogol storico per Usa

(Keystone-ATS) “Per gli Usa abbandonare il conflitto in Ucraina in questo momento cruciale e tagliare il sostegno a Kiev sarebbe un autogol di proporzioni storiche”: lo afferma il capo della Cia William Burns in un saggio per Foreign Affairs.

“La chiave del successo – scrive – sta nel preservare gli aiuti occidentali a Kiev.

Rappresentando meno del 5% del bilancio della difesa Usa, è un investimento relativamente modesto con significativi ritorni geopolitici per gli Stati Uniti e notevoli ritorni per l’industria americana. Mantenere il flusso di armi metterà l’Ucraina in una posizione più forte se emergesse un’opportunità per negoziati seri”.

Mantenere il sostegno “offre la possibilità – prosegue il capo della Cia – di garantire una vittoria a lungo termine per Kiev e una perdita strategica per la Russia. L’Ucraina potrebbe salvaguardare la propria sovranità e ricostruire, mentre la Russia sarebbe lasciata ad affrontare i costi duraturi della follia di Putin”.

Stamattina, intanto, le forze armate ucraine hanno colpito con successo una stazione radar dei russi in Crimea. Lo riferisce l’esercito di Kiev su Telegram, come riporta Ukrainska Pravda.

La stazione radar di difesa aerea si trova “vicino al villaggio di Razdolnoye nella Crimea temporaneamente occupata”, affermano le forze ucraine.

Medio Oriente

“La chiave per la sicurezza di Israele e della regione è nei rapporti con l’Iran. Il regime iraniano è stato incoraggiato dalla crisi e sembra pronto a combattere fino all’ultimo, espandendo il suo programma nucleare e favorendo l’aggressione russa. Nei mesi successivi al 7 ottobre, gli Houthi, il gruppo ribelle yemenita alleato dell’Iran, ha iniziato ad attaccare le navi commerciali nel Mar Rosso, e persistono i rischi di un’escalation su altri fronti”: lo afferma il capo della Cia William Burns in un saggio per Foreign Affairs, ricordando di “aver trascorso gran parte degli ultimi quattro decenni lavorando nel e sul Medio Oriente” e di averlo visto “raramente più intricato o esplosivo”.

“Gli Stati Uniti non sono gli unici responsabili della risoluzione di tutti i preoccupanti problemi del Medio Oriente. Ma nessuno di questi può essere gestito, e tanto meno risolto, senza una leadership attiva da parte degli Stati Uniti”, aggiunge.

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