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“Fossili” ticinesi al patrimonio mondiale dell’Unesco

Vista sul Monte San Giorgio e il lago di Lugano. www.montesangiorgio.ch

Il Ticino possiede, assieme all'Italia, una montagna di fossili unica al mondo. Così Cantone e Confederazione propongono di iscriverla nel patrimonio naturalistico dell'umanità voluto dall' Unesco.

La decisione finale è attesa per l’inizio del mese di luglio a Parigi: la Svizzera italiana potrebbe così avere ben due siti da trasmettere all’umanità.

Situato all’estremità sud del lago di Lugano, il Monte San Giorgio estende il proprio territorio su quattordici municipalità, nove in Svizzera e cinque in Italia.

Nel febbraio 2002, Confederazione e Cantone Ticino hanno inoltrato la candidatura del Monte San Giorgio per entrare a far parte del patrimonio mondiale Unesco. Candidatura accettata nel mese di giugno dello stesso anno.

Quale speranza di ammissione?

La risposta è imminente. “La sessione Unesco si terrà tra il primo e il tre luglio e il Comitato del patrimonio dovrebbe esaminare le candidature l’ultimo giorno”, spiega a swissinfo Francesca Gemnetti, avvocato a Bellinzona e presidente della commissione svizzera. “Sono fiduciosa: i cinquanta Stati del Comitato accetteranno all’unanimità la nostra candidatura.”

La Svizzera è tra i circa 120 Paesi osservatori. “Solitamente la rotazione in seno al Comitato del patrimonio mondiale avviene ogni due anni ; tuttavia è già da troppo tempo che la Svizzera non siede più al tavolo di chi decide”, prosegue Gemnetti, “ed effettivamente diversi Paesi brigano per restarvi più tempo del previsto.”

Francesca Gemnetti si era già battuta – con successo – nel 2001 per iscrivere nei siti del patrimonio mondiale Unesco i Castelli medioevali di Bellinzona. Così mantiene la stessa fiducia per quanto riguarda la ‘montagna di fossili’.

“Il nostro dossier ha un buon 90% di possibilità di passare”, dichiara, “ma può anche darsi che il piano di gestione sollevi obiezioni. In tal caso bisognerebbe approfondire il tutto e ciò ritarderebbe la procedura.”

Museo provvisorio

Per arrivare sul San Giorgio dal lato ticinese bisogna raggiungere il piccolo villaggio di Meride, a sud nel Cantone, proprio dove all’inizio degli anni Settanta è stato aperto il museo dei fossili. Un piccolo museo di una quarantina di metri quadri, in principio aperto addirittura provvisoriamente in un locale del Comune.

“Non contiene che una ‘infima’ parte delle 10mila scoperte avvenute su suolo svizzero, tra le quali numerose fossilizzazioni marine rarissime”, ci spiega Markus Felber. Dottore in Scienze naturali, è consigliere in geologia e ambiente per il Monte san Giorgio.

“Nei prossimi giorni”, prosegue, “il Governo ticinese dovrà decidere se accettare o meno un credito di 500mila franchi sul milione necessario per ingrandire il museo. Quello provvisorio è durato fin troppo.”

Protocollo d’intesa italo-svizzero

“Non vendiamo la pelle dell’orso prima d’averlo catturato”, dichiara tuttavia Markus Felber. Pur essendo ottimista, non vuole effettivamente pronunciarsi sulle possibilità per il Monte San Giorgio di entrare a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità.

“Se l’Unesco accettasse la candidatura inoltrata dalla Svizzera, all’inizio solo il lato svizzero figurerebbe nel patrimonio protetto”, ci spiega ancora. “Tuttavia anche l’Italia potrebbe richiedere l’estensione per il suo territorio.”

Le cinque municipalità italiane coinvolte sono favorevoli. Difatti lo scorso 17 maggio hanno firmato a Serpiano, in Ticino, un protocollo d’intesa con la controparte svizzera per una valorizzazione scientifica e turistica comune del Monte San Giorgio.

swissinfo, Gemma d’Urso, Meride

Nel 2002 la Svizzera ha chiesto ufficialmente che il Monte San Giorgio entri a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.

Lo scorso anno l’Organizzazione ha ricevuto in tutto 28 richieste di iscrizione. Di queste, solo quattro sono siti naturali.

Ad oggi la Svizzera conta cinque iscrizioni nel patrimonio ONU: la biblioteca del Monastero di San Gallo, il Chiostro di Mustair, La città vecchia di Berna, i Castelli medioevali di Bellinzona e la regione della Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn.

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