Gli acquarelli di Hermann Hesse in mostra in Italia
Hermann Hesse, Premio Nobel per la letteratura nel 1946, non fu solo scrittore di fama internazionale, ma anche pittore di talento. Le sue opere sono in mostra alla Villa Comunale di Cernobbio, in provincia di Como, fino al 26 novembre
La mostra, intitolata Hermann Hesse: parole e colori, è organizzata dall’Assessorato alla cultura del comune di Cernobbio, in collaborazione con il Museo Hermann Hesse di Montagnola, nel Canton Ticino (che ha concesso in prestito un’ottantina di opere). La rassegna, che intende celebrare uno dei maestri della cultura europea del Novecento, affronta la figura di Hermann Hesse (1877-1962) a tutto campo. I lavori dello scrittore tedesco naturalizzato svizzero (Siddharta e Lupo della steppa sono i suoi capolavori), sono universalmente noti e trovano particolare accoglienza nella società contemporanea ed in particolare nel mondo giovanile.
L’esposizione mette a fuoco il versante letterario e ricostruisce il mondo poetico di Hesse con incontri, dibattiti, letture. L’evento presenta anche una ricostruzione della vita dello scrittore attraverso un’ampia documentazione fotografica. Particolarmente importanti gli acquerelli (giudicati di ottimo livello dagli esperti) ed i disegni, una settantina in tutto alcuni dei quali inediti, che raccontano il rapporto stretto che Hesse intrecciò con i luoghi in cui si trovò a vivere e in particolare con il Canton Ticino. Opere pittoriche che consentono di conoscere il versante meno conosciuto della produzione di Hesse; lavori nei quali il grande scrittore impegna l’anima, cercando di fermare, alla visione immediata, quei colori e quei paesaggi che popolano i suoi scritti.
La produzione artistica di Hesse , effettuata principalmente per scopi terapeutici, iniziò nel 1991 ed andò avanti fino al 1938, periodo durante il quale dipinse ben 3 mila acquarelli. All’acquerello era giunto dopo aver sperimentato diverse tecniche, come la tempera, il carboncino, il pastello, la pittura ad olio. Nell’acquerello aveva infine trovato la tecnica corrispondente alla sua sensibilità artistica.
Hesse iniziò a dipingere verso i quarant’anni nel 1916, su suggerimento del celebre psicoanalista Carl Gustav Jung, con il quale fece diverse sedute, in un periodo di profonda crisi interiore innescata, in parte, dai nefasti effetti della prima guerra mondiale. Le sue prime esperienze pittoriche Hesse sono soprattutto nature morte e ritratti. Ben presto, però, i temi preferiti per gli acquarelli diventano i paesaggi svizzeri dell’Engadina, di Berna. Trasferitosi in Ticino, sono i dintorni di Locarno, dai magici colori del sud, sorprendenti per un tedesco.
Una descrizione di questi luoghi, da lui molto amati, fatta con toni vigorosi e accesi in una sorta di “acquarello a parole”, si ritrova nel libro “L’ultima estate di Klingsor” scritto nel 1919 nella casa dagli occhi di bue, la Casa Camuzzi di Montagnola, sopra Lugano, che lo ospitò dal 1919 al 1931 e dove oggi, nella Torre Camuzzi, ha sede lo spazio museale a lui dedicato.
Rispetto alle mostre che l’hanno preceduta, l’esposizione di Cernobbio ha il pregio di presentare alcuni acquerelli, nei quali il colore risulta più vivace e denso di quello noto attraverso le carte più volte esposte. Colonna sonora della mostra sono le musiche preferite dal maestro tedesco, musiche scritte da compositori di vari paesi attorno alle opere letterarie di Hesse: fra i contemporanei lo svizzero Carlos Semini, l’italiano Marco Lucchi, i tedeschi Adolph Kurt Boehm e Matthias Bonitz.
Per capire il rapporto che Hesse aveva con la pittura è interessante dare uno sguardo ad un testo scritto nel 1926, del quale riportiamo questo breve stralcio: “Ho messo un paio di segni a matita sul mio foglio bianco, ho tirato fuori la tavolozza e versato l’acqua. Ed ora, con pennello pieno d’acqua ed un po’ di giallo di Napoli, realizzo la chiazza più chiara del mio piccolo quadro: è la facciata illuminata lì in fondo, sopra il grasso, succoso fico… in grande tensione mi faccio strada attraverso i verdi, i grigi, passo dell’acqua sopra la montagna lontana, punteggio il rosso tra le foglie verdi, macchio di blu in mezzo, mi preoccupo molto per l’ombra sotto il tetto, mi do pena per il verde dorato del gelso rotondo sopra il muro in ombra. Per quest’ora serale, per questa ardente ora di pittura sul pendio sopra il nostro paese… sono immerso nella mia attività e innamorato del mio gioco, ugualmente affamato, ugualmente infantile, ugualmente coraggioso come gli altri nel loro”.
La mostra di Cernobbio è pubblicata in un catalogo edito da Mazzotta, con introduzione di Heiner Hesse, figlio del grande scrittore, testi di Volker Michels e Ferruccio Masini, nonché una cronologia della vita di Hesse curata da Ambrogio Pellegrini.
swissinfo e agenzia
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