L’oro di Locarno alla “Rivoluzione sulla due cavalli”
Con l'assegnazione del pardo d'oro si è conclusa la 54esima edizione del Festival internazionale del film. La vittoria è andata ad uno dei tre film italiani in concorso: "Alla rivoluzione sulla due cavalli" di Maurizio Sciarra. Il bilancio della più importante manifestazione culturale elvetica, sotto la nuova direzione di Irene Bignardi: più film, tanto pubblico, abbastanza soldi, ma basterà per il futuro?
La giuria ha deciso: il concorso dell’edizione 2001 del Festival ha un vincitore nel road movie che ha per sfondo la Rivoluzione dei Garofani del 1974. Due giovani abbandonano Parigi per vivere in prima persona il cambiamento. Il film ripercorre quegli anni intrisi di musica e di grandi ideali che hanno segnato un’intera generazione.
La giuria ha inoltre assegnato altri premi, fra cui due pardi d’argento al film francese “L’Afrance” – che ha vinto inoltre il premio della giuria ecumenica – e, nella categoria Cinema giovane, alla pellicola “Love the hard way” del tedesco Peter Sehr. All’attrice Kim Ho-Jung e al protagonista del film vincitore, Andoni Garcia, sono stati attribuiti i pardi di bronzo.
La giuria, composta da sette donne su otto membri, ha dunque pronunciato il suo verdetto su un concorso più che mai vario. Dalla commedia a sfondo politico, al dramma esistenziale, dalla grande produzione (parlando in termini europei) al film a budget ridotto, la selezione della Bignardi ha spaziato nella cinematografia contemporanea.
Alto gradimento del pubblico
Per il Festival di quest’anno si delinea un successo anche sotto il profilo dell’affluenza di pubblico. “I dati sono ancora provvisori – ha indicato il responsabile Daniele Jörg – e solo nei prossimi giorni avremo delle cifre più precise. Ma è soprattutto la Piazza ad aver registrato i risultati migliori”.
La programmazione più accessibile e l’esclusione dei film in concorso hanno contribuito al lusinghiero traguardo. Con oltre 60’000 presenze sotto le stelle di Locarno è stato raggiunto un nuovo record, con quasi dieci punti in più rispetto all’anno precedente, confermando la vocazione vicina al pubblico della Piazza Grande.
Ma tutta la programmazione del 2001 ha avuto un buon riscontro fra i cinefili. Il concorso ha riempito regolarmente i 3’200 posti a sedere del palazzetto Fevi. Tutto il programma con le retrospettive, gli omaggi e i programmi speciali, sempre più fitti, hanno convogliato nelle sale oltre 170’000 spettatori. Cifre sostanzialmente stabili se confrontate con l’anno precedente, o addirittura in lieve crescita.
Se le presenze si confermano, sembra invece che il comportamento dei visitatori sia cambiato. Sono meno i fedelissimi che rimangono per tutto il periodo e aumentano i vacanzieri “mordi e fuggi” che inseriscono una puntatina culturale alle vacanze.
Inversa la tendenza per gli studenti che hanno acquistato un abbonamento per tutto il Festival, approfittando dei prezzi vantaggiosi, per fare una scorpacciata di pellicole.
Le sfide alle strutture
Con i titoli di coda della proiezione di domenica in Piazza, è sfumata anche la 54esima edizione del Festival internazionale del film di Locarno. Occasione di bilanci quindi per il principale evento culturale elvetico.
Non è certo il programma a porre dei grattacapi al presidente Marco Solari. La nuova direttrice artistica Irene Bignardi ha infatti raccolto i complimenti di tutti. Per la sua spontaneità, per la qualità delle proposte.
Pubblico e critica sembrano infatti aver apprezzato la dieci-giorni locarnese. Dall’estremo oriente alla cinematografia elvetica, particolarmente ben rappresentata quest’anno con due film in concorso e diverse proiezioni nelle varie categorie, il cinema ha dimostrato di avere ancora qualcosa da comunicare e di saper coinvolgere un largo pubblico.
Piuttosto sono i problemi della struttura festivaliera che pesano sul futuro di Locarno. L’esempio più lampante è il fuggi-fuggi dalla Piazza in caso di pioggia. Per i 7’000 spettatori non c’è alternativa, solo la metà trova un posto a sedere al Fevi.
Il tempo è stato clemente quest’anno e la proiezione è finita sotto la pioggia solo tre volte in dieci giorni di proiezioni, ma il problema resta. La soluzione, più volte ventilata, di una copertura della vicinissima Piazza Castello sembra ormai esclusa e una soluzione abbordabile anche a livello finanziario non sembra essere a portata di mano.
Inoltre il programma si è infittito notevolmente e la capienza delle sale è ormai arrivata ai limiti. Marco Solari ha dunque lanciato l’idea di una struttura nuova, recuperando una palestra del liceo Morettina, adiacente al palazzetto Fevi.
Ma per questo mancano i soldi. Il 30 per cento del bilancio annuo è coperto dai biglietti, una fetta analoga è garantita dallo stato. Ma aumentare il contributo pubblico è attualmente impensabile. La voce passa dunque agli sponsor che sempre di più diventano colonna portante dei sogni in celluloide.
Daniele Papacella, Locarno
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.