Le campane, un’emozione antica
Natale è indissolubilmente legato al rintocco delle campane. Dal XIV secolo, una piccola fonderia di Aarau perpetua una tradizione artigianale facendo del bronzo uno strumento.
Visita all’officina che coltiva l’antica arte del fondere le campane.
Al rintocco delle campane si sa che è Natale. Dalla notte dei tempi il loro suono accompagna la vita di città e villaggi. Ne è testimone secolare «Barbara», la campana principale della cattedrale di Friburgo.
All’esterno della campana che supera i 2000 chili si legge in latino: «Fusa nell’anno di grazia 1367, nel mese d’ottobre, dal maestro Reber di Aarau». Se nel Medioevo, l’arte del fondere il bronzo era comune, oggi i maestri che la perpetuano sono ormai quasi scomparsi.
Ma ad Aarau il testimone è passato di famiglia in famiglia e l’attività non si è persa. A produrre campane per le chiese in Svizzera, non rimane infatti che la Rüetschi SA, un’impresa a conduzione familiare.
Oggi la concorrenza non è interna, ma arriva dalla Francia, dalla Germania o dall’Italia. Questo non impedisce alla Rüetschi di esportare il frutto del proprio lavoro fino ai limiti del mondo, in America latina o nelle Filippine.
Il tempo sospeso
Visitando l’officina, l’impressione è quella di trovarsi in un ambiente fuori dal tempo. Forse non è il Medioevo, ma sicuramente il XIX secolo. Le grosse campane sono fabbricate con la perizia di sempre.
Si prepara un modello in terra cotta, si produce poi un calco negativo in cui colare il metallo fuso. La lega è sempre quella: 79% di rame e 21% di stagno.
Il procedimento in questa fase è identico a quello tramandato dai secoli, ma a monte, la nuova tecnologia ha trovato un suo spazio discreto.
La creazione della sagoma può essere infatti assistita dall’elettronica. Per ottenere un’accordatura perfetta anche a Aarau ci si avvale ormai di analizzatori di frequenza che permettono di raggiungere una perfezione infinitesimale.
Ogni campana ha un tono principale, ma a questo si aggiungono delle armonie che si protraggono oltre il battito.
La musica definisce il percorso
Il compito inizia però ben prima del lavoro in fonderia. Bisogna definire la tonalità che dipende dai desideri del cliente e, spesso, dagli imperativi del luogo.
Ogni campana ha un suo ambiente acustico: le “sorelle” racchiuse nella stessa cella campanaria e quelle che si trovano nelle adiacenze. Una nuova campana deve adattarsi al concerto campanilistico di tutta la città o del villaggio.
E poi, come ricorda il maestro fonditore René Spielmann, “una campana è uno strumento musicale. C’è il corpo metallico stesso, ma c’è anche la cassa di risonanza, il suo campanile, e poi il giogo a cui è fissata. Tutto fa parte dell’effetto finale. Solo un accordo di tutti gli elementi garantisce la qualità acustica”.
Un segnale ancestrale
Il suono della campana non è solo un segnale religioso, ma anche sociale e politico. Il suo rintocco annuncia le catastrofi. Le campane suonano a distesa per la festa nazionale del 1° agosto o in caso di manifestazioni speciali.
C’è un significato ancestrale nascosto in questo strumento che trova le sue origini nell’età del bronzo, quando con delle piastre metalliche si accompagnavano riti precristiani.
«In verità – rileva Spielmann – nella quotidianità del nostro lavoro le campane sono una cosa come un’altra. Ma il fatto che il prodotto della nostra fonderia abbia una durata di vita che supera la vita di ogni singolo impiegato, conferisce al lavoro una dimensione emozionale particolare».
Ma non solo gli impiegati sentono questa dimensione «emozionale». Come la spiega lo specialista? «In primo luogo una campana ha una tonalità, un’energia molto forte, veramente fisica. Il secondo punto è la sua musicalità che tocca i sentimenti. E inoltre il rintocco delle campane percorre la vita di ogni singolo».
Credenti o no, tutti sono attorniati dai rintocchi che marcano lo scorrere del tempo e segnano i momenti chiave di un’esistenza, dal battesimo al funerale, passando per il matrimonio.
Il 24 dicembre, il loro squillare ricorda il Natale, una festa religiosa. Ma anche una tappa della vita.
swissinfo, Bernard Léchot, Aarau
(traduzione: swissinfo, Daniele Papacella)
La Rüetschi SA di Aarau è la sola azienda in Svizzera che produce campane per le chiese. La tradizione di questo laboratorio dura da oltre sei secoli.
Vi si producono da 20 a 30 campane l’anno, nel rispetto delle tecniche tradizionali.
La più imponente, quella realizzata per la chiesa di Gossau, pesa 8695 chili.
Fino al 1869 la fonderia produceva, oltre alle campane, anche dei cannoni per l’esercito. Ai nostri giorni gli impiegati fondono i metalli anche per opere artistiche e prodotti industriali.
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