Ogni secondo, milioni, se non miliardi, di fotografie vengono scattate e caricate sul web. Ma, anche in questo mondo inondato da una marea di immagini, il fotografo svizzero Michael von Graffenried ritiene ancora indispensabile il lavoro dei professionisti.
Questo contenuto è stato pubblicato al
3 minuti
Sono un produttore di Visual Storytelling specializzato in produzioni multimediali di lunga durata e a puntate. Collaboro con i giornalisti per migliorare gli strumenti e i flussi di lavoro nelle varie lingue, garantire la conformità allo stile dei contenuti e guidare la ricerca e l'implementazione di tecniche visive innovative.
Nato in Italia e cresciuto in Africa, ora chiamo casa la Svizzera. Ho studiato regia alla Scuola Nazionale di Cinema e ho lavorato come montatore e regista/produttore di documentari a Berlino e Vienna. Sono specializzata nella creazione di narrazioni multimediali coinvolgenti.
In qualità di redattore online presso il dipartimento portoghese e responsabile della copertura culturale di SWI swissinfo.ch, lavoro come reporter, redattore, critico d'arte e cinematografico, coordinando anche collaborazioni freelance.
Nata a San Paolo, in Brasile, ho studiato cinema ed economia, ma ho fatto carriera nel giornalismo a vario titolo (reporter, redattore, corrispondente internazionale) prima di passare al cinema documentario, come sviluppatore e produttore, e poi alle arti visive (nell'editoria d'arte e come curatore). Nel 2017 sono entrato a far parte di SWI swissinfo.ch, dove ho potuto apportare tutta questa vasta esperienza al coordinamento della nostra sezione culturale.
Sono la direttrice di SWI swissinfo.ch e membro della direzione della SRG.
Nata nel 1978 nei Grigioni, ho studiato germanistica, economia e politica. Ho iniziato la mia carriera come giornalista freelance per i media locali e regionali. È seguito un decennio come caporedattrice, prima al Bündner Tagblatt e poi a SWI swissinfo.ch fino al 2022. Da ottobre 2018 sono a capo della piattaforma internazionale SWI swissinfo.ch in qualità di direttrice e faccio parte della direzione della SSR.
I vincitori del 2019, premiati nel corso di una cerimonia di indetta a Berna il 24 aprile, sono stati scelti per il loro diverso modo di raccontare una storia, che si tratti di un incendio nella città di Basilea, di una visita di San Nicolao o del lavoro quotidiano del presidente della Confederazione.
Parlando con il giornalista di swissinfo.ch Eduardo Simantob, Von Graffenried spiega quali criteri sono alla base della scelta della “foto dell’anno” e come i fotografi professionisti possono mantenere un ruolo importante nel mondo di oggi.
Altri sviluppi
Altri sviluppi
Cultura
Gli Swiss Press Photo Awards visti da Michael von Graffenried
Von Graffenried è nato a Berna nel 1957. Già all’inizio della sua carriera aveva attirato l’attenzione, pubblicando immagini, considerate da alcuni scandalose, di politici che dormono o che si toccano il naso durante le sedute parlamentari.
All’inizio degli anni Ottanta la sua attenzione si è allargata con la pubblicazione del libro illustrato “Swiss Image”. Era l’epoca della “scena aperta” della droga a Zurigo. “Mi interessano soprattutto le persone”. Von Graffenried spiega alla caporedattrice di swissinfo.ch Larissa M. Bieler come è giunto al suo reportage fotografico intitolato ‘COCAINELOVE’.
Von Graffenried ha realizzato i suoi reportage più noti, lavorando per una decina d’anni in Algeria. Il fotografo svizzero vi ha documentato la guerra civile degli anni Novanta, continuando a lavorare quando tutti gli altri reporter stranieri se ne erano andati. Qui ha adottato l’insolito approccio di scattare immagini con la sua macchina fotografica posta all’altezza del torace.
Riflettendo sui vincitori dei premi Swiss Press Photo Awards di quest’anno, von Graffenried rileva che a distinguere il professionista dal dilettante è, tra l’altro, il duro lavoro svolto dal fotografo prima di scattare una sola immagine – sia che si tratti di affrontare guerre, calamità naturali o di conquistare la fiducia delle persone ritratte.
Ai suoi occhi, inoltre, il contesto è vitale per trasportare lo spettatore verso un’altra realtà, sfidando le sue convinzioni e percezioni.
Nell’ambito degli Swiss Press Photo Awards vengono assegnati 18 premi, suddivisi in sei categorie (Attualità, Vita quotidiana, Storie svizzere, Ritratti, Sport e Internazionale).
Gli Swiss Press Photo Awards sono stati creati nel 1991 su iniziativa di Michael von Graffenried, il noto fotografo svizzero, rampollo della famiglia che allora possedeva la società Espace Media Groupe – patrona degli Swiss Press Awards. Nel 2009, dopo che l’azienda è stata venduta al Gruppo Tamedia, Charles von Graffenried (padre di Michael) e l’industriale Erwin Reinhardt hanno creato la Reinhardt von Graffenried Foundation, l’istituzione che da allora gestisce i premi.
swissinfo.ch
Altri sviluppi
Altri sviluppi
Cultura
Le migliori fotografie della stampa svizzera dell’anno
Questo contenuto è stato pubblicato al
Il fotografo Stefan BohrerCollegamento esterno vince nella categoria Attualità per un’immagine scattata (foto in alto) durante un grande incendio nel porto renano di Basilea e intitolata “Im Bann der Rauchsäule” (Sotto l’incantesimo della colonna di fumo). Bohrer vince anche il premio per la fotografia degli Swiss Press Awards. Nella categoria Storie svizzere è stato premiato…
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.
Per saperne di più
SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.