Saliti a 42 i morti nel deragliamento dei treni in Spagna
Il bilancio delle vittime accertate dello scontro tra un treno Iryo diretto a Madrid e un secondo convoglio della società pubblica iberica Renfe, è salito a 42 morti, dopo il recupero oggi di altri 4 cadaveri.
(Keystone-ATS) Ma si tratta di un bilancio ancora provvisorio, perché altri corpi potrebbero trovarsi all’interno dell’Alvia.
Oggi ad Adamuz, nel cuore dell’Andalusia, nel primo dei tre giorni di lutto nazionale, la Spagna continua a fare i conti con la tragedia ferroviaria.
Tra le lamiere ammassate e il terreno spianato dai mezzi pesanti, il tempo è scandito dal lavoro meticoloso dei soccorritori e dei tecnici della Scientifica, mentre è stato consentito ai media di accedere per la prima volta al “ground zero”, in occasione della visita di re Felipe VI e della regina Letizia. Davanti ai vagoni rossi del treno Iryo, i numeri 6, 7 e 8 deragliati e in parte squarciati, lo sguardo si ferma su ciò che resta: valige aperte, zaini abbandonati, sedili divelti.
Ottocento metri più avanti, due gru lavorano senza sosta per sollevare i vagoni del treno Alvia, precipitati nella scarpata dopo l’impatto con le carrozze dell’Iryo deragliate, mentre gli agenti della Guardia Civile con l’aiuto di unità cinofile, continuano a ispezionare tra l’ammasso di lamiere contorte alla ricerca di resti umani.