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Elezioni austriache Un giro di valzer viennese a destra



Vincitore delle elezioni legislative in Austria il 15 ottobre, a 31 anni Sebastian Kurz si appresta a diventare il più giovane capo di governo in Europa.

Vincitore delle elezioni legislative in Austria il 15 ottobre, a 31 anni Sebastian Kurz si appresta a diventare il più giovane capo di governo in Europa.

(AP / Matthias Schrader)

Preconizzando la linea dura sull'immigrazione, il giovane leader conservatore Sebastian Kurz ha trionfato nelle elezioni legislative di ieri in Austria. Questa vittoria potrebbe aprire la porta del governo all'estrema destra. Una prospettiva che preoccupa i commentatori della stampa svizzera.

Benché i risultati definitivi non siano ancora noti, appare senza ombra di dubbio che il grande vincitore è il 31enne leader del "nuovo" Partito popolare austriaco (ÖVP, conservatore) Sebastian Kurz, che ha riposizionato il partito decisamente a destra. Ed è pure chiaro il rafforzamento del Partito della libertà austriaco (FPÖ, destra nazionalista) di Heinrich Christian Strache. In sintesi, la Repubblica alpina sterza nettamente a destra, sollevando non pochi timori in Europa.

Proiezioni

Le proiezioni sulla base del 97,7% di seggi scrutinati per le elezioni politiche anticipate in Austria del 15 ottobre indicano il Partito popolare austriaco (ÖVP, conservatore) guidato da Sebastian Kunz saldamente in testa. Seguono i socialdemocratici del cancelliere uscente Christian Kern, tallonati da vicino dalla FPÖ, l’estrema destra di Heinrich Christian Strache.

ÖVP 31,7% (+7,7% rispetto al 2013) SPÖ 26,9% (0%) FPÖ 26,0% (+5,5%) NEOS 5,1% (+0,2%) PILZ 4,3% (prima candidatura).

I Verdi e tutte le altre liste, restano sotto la soglia di sbarramento del 4%.

(Fonte: ats/ansa)

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"A Vienna, non resta nulla di ciò che c'era prima", titola il tabloid zurighese Der Blick all’indomani delle elezioni austriache. "Svolta a destra in Austria", è il titolo del quotidiano di Basilea Basler Zeitung. In un articolo congiunto il quotidiano di Zurigo Tages-Anzeiger e di Berna Der Bund scrivono "Con tutta la furia al vertice".

Sotto il titolo "Un ambiguo giro di valzer a Vienna", il commentatore del Corriere del Ticino scrive che la vittoria del leader dell'ÖVP si spiega con il fatto che, "sentendosi insidiato da Strache, Kurz è riuscito a reinventare il suo partito, giocando d’anticipo e facendo proprie, soprattutto nel campo dell’immigrazione, istanze che appartenevano all’ideologia dell'FPÖ".

Il populismo, una carta vincente

"L'Austria si è spostata a destra, con forti aumenti per il Partito popolare e la FPÖ. A portare al successo entrambi i partiti è stata una dura politica in materia di asilo, perché per questa linea c'è una larga maggioranza nel paese", commentano il Tages-Anzeiger e il Bund.

Di certo ha vinto il populismo, aggiungono i due quotidiani. "In questo l'Austria non è un caso isolato o speciale. Con la xenofobia, l'islamofobia e il gioco malvagio sulla paura della retrocessione, attualmente quasi ovunque in Europa la politica può ottenere eccellenti risultati". Secondo i due giornali, in testa a questa linea c'è Viktor Orban in Ungheria. I due giornali temono che la forza dell'aria che tira in questa direzione aumenterà.

Secondo la Basler Zeitung (BaZ), con la sua "manovra di sorpasso sulla destra" – con proposte come il divieto delle scuole materne musulmane, il divieto del burqa e il blocco della rotta balcanica – Sebastian Kurz ha superato la linea rossa a destra. "L'ÖVP, che oltre che di un nuovo leader si è anche dotata di un look completamente nuovo – adottando il turchese invece del nero come colore del partito e autodefinendosi 'movimento' – si è installata sul 33 per cento nei valori dei sondaggi e si è quindi collocata a comoda distanza dalla concorrenza politica", osserva la BAZ.

"Kurz giudicherà"

"In Austria si è conclusa un'intensa e dura campagna elettorale. I vincitori sono chiari: la destra politica, ma soprattutto il 31enne Sebastian Kurz. Strategicamente abile e con un istinto di potere machiavellico, ha manovrato alla testa della sua ÖVP e ha portato il partito alla vittoria elettorale", analizza la Neue Zürcher Zeitung.

Secondo il quotidiano di Zurigo vicino alle cerchie economiche, Kurz è riuscito a profilarsi come la personificazione del rinnovamento del sistema politico austriaco incrostato e ha approfittato di un forte stato d'animo propenso al cambiamento. "Nuove idee rivoluzionarie o una prova di prestazioni conseguite al di fuori della politica migratoria non erano fondamentali. Il messaggio elettorale era: "Kurz giudicherà – ed è stato efficace".

Ostacoli in vista per Merkel e Macron

Per la Luzerner Zeitung, l'unico motivo per cui si può parlare di una virata a destra è che la conservatrice ÖVP si è spostata molto a destra, verso la FPÖ. "Kurz ha condotto una campagna elettorale monotematica e ha preso la posizione del leader della FPÖ Strache, che fa costantemente riferimento ai temi dei rifugiati e del terrore islamico. Kurz è troppo intelligente per credere alla propria propaganda: ha giocato con successo con le diffuse paure degli elettori".

La Luzerner Zeitung non prevede nulla di buono per il futuro. "La coalizione rosso-nera era impopolare, ma era migliore della sua reputazione, soprattutto garantiva la stabilità politica. Con un governo di destra ÖVP/FPÖ, che sta ormai inevitabilmente arrivando, sono in gioco il partenariato sociale e la pace interna. Fine della confortevolezza".

Timori sul futuro sono espressi anche dal Corriere del Ticino, che scrive: "lLattuale esito elettorale ricalca quello ottenuto lo scorso settembre da Alternative für Deutschland (AFD) nelle elezioni tedesche. Ma mentre la vincitrice Angela Merkel si trova a poter guardare altrove per comporre la sua alleanza di Governo, a Vienna l’FPÖ appare sempre più come pedina ineludibile di una futura coalizione".

Una coalizione che il commentatore del quotidiano di Lugano vede "come un possibile ostacolo ai piani di rilancio dell’integrazione europea prospettati da Emmanuel Macron e Angela Merkel".


(Traduzione e adattamento: Sonia Fenazzi)

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